Confronto aperto tra Regione Veneto e categorie economiche: semplificazione normativa, sostegno al commercio di vicinato e un bando da 10 milioni per i Distretti del Commercio nel 2026
La Regione del Veneto apre una nuova fase per il commercio, avviando un percorso di riforma che punta a rendere il sistema più semplice, competitivo e vicino ai territori. Il confronto è partito con un incontro tra l’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, e un ampio fronte di rappresentanze: associazioni di categoria, imprese, enti locali, organizzazioni dei consumatori e Anci hanno preso parte al tavolo, contribuendo fin da subito al disegno di una riforma condivisa.
Il lavoro si muove su due direttrici parallele. Da un lato, una nuova legge regionale che riordina e aggiorna l’intera normativa sul commercio; dall’altro, un piano strutturale di interventi dedicati al commercio di vicinato e alla rivitalizzazione dei centri storici. La proposta normativa, promossa dalla Giunta regionale, accorpa in un unico testo disposizioni finora frammentate, riducendo in modo significativo il numero degli articoli e introducendo una forte semplificazione amministrativa, in linea con il quadro nazionale ed europeo e con gli obiettivi del PNRR.
Il calendario del confronto è già definito: le categorie economiche presenteranno osservazioni e contributi nelle prossime settimane, con l’obiettivo di arrivare a un testo condiviso entro l’inizio di febbraio. Un ulteriore passaggio di confronto è previsto prima dell’approvazione in Giunta e del successivo invio al Consiglio regionale per l’iter consiliare.
Bitonci: “Il Veneto cresce se crescono le sue imprese”
“Con questa proposta di legge – ha dichiarato Bitonci – semplifichiamo, aggiorniamo e rendiamo più competitivo il sistema commerciale veneto. Vogliamo una normativa chiara, che non rallenti chi investe ma che garantisca tempi certi, regole trasparenti e tutela del territorio. Il Veneto cresce se crescono le sue imprese, e questa riforma va esattamente in questa direzione”.

Nel merito, il nuovo impianto normativo mira a rafforzare la libertà d’impresa e una concorrenza basata su regole uguali per tutti, sostenendo al tempo stesso la qualità dei servizi e la coerenza con la pianificazione territoriale. Centrale è l’attenzione alla rigenerazione urbana: la legge punta a valorizzare il commercio di prossimità, a sostenere botteghe storiche e distretti del commercio e a contrastare il consumo di suolo, disciplinando in modo equilibrato anche medie e grandi strutture di vendita. Ampio spazio è dedicato all’innovazione, con norme specifiche per e-commerce, temporary store e nuove forme di vendita, oltre alla digitalizzazione delle procedure attraverso il SUAP e strumenti online.
La riforma interviene in modo organico su tutti i principali ambiti del settore: dal commercio al dettaglio e all’ingrosso, su area privata e pubblica, alla somministrazione di alimenti e bevande, dalla vendita di stampa alla distribuzione dei carburanti. L’obiettivo è offrire a operatori ed enti locali un quadro di regole più chiaro ed efficiente.
L’impegno contro desertificazione commerciale e per rafforzare l’economia urbana
Accanto alla legge, la Regione mette in campo una strategia di lungo periodo per contrastare la desertificazione commerciale e rafforzare l’economia urbana. “Il piccolo commercio è un patrimonio identitario e sociale dei nostri territori – ha sottolineato Bitonci – . Difendere i negozi di vicinato significa difendere la vita dei centri storici, il lavoro artigiano, le relazioni umane e l’economia reale che tiene unite le nostre comunità. Senza considerare che il commercio di prossimità svolge nei nostri paesi un ruolo fondamentale anche dal punto di vista della sicurezza. Non si tratta perciò di interventi emergenziali, ma di una strategia strutturale”.
Tra le misure in fase di definizione figurano contributi a fondo perduto per il rinnovo degli spazi commerciali nei centri storici, incentivi all’innovazione digitale e al commercio ibrido, sostegni all’apertura di nuove attività e al rilancio delle botteghe artigiane, anche attraverso interventi sui canoni di locazione. Un ruolo chiave è affidato ai Distretti del Commercio e ai cosiddetti “centri commerciali naturali”, con progetti di animazione urbana, eventi e promozione territoriale condivisi tra pubblico e privato.
Nel 2026 è previsto un nuovo bando da 10 milioni di euro destinato ai Distretti del Commercio, aperto sia a quelli di nuova costituzione sia a quelli già riconosciuti, con particolare attenzione alle realtà che non hanno beneficiato delle precedenti edizioni. “Non vogliamo fermare l’e-commerce – ha concluso Bitonci – ma permettere ai nostri negozi di competere ad armi pari. Il commercio di vicinato non è passato: è futuro, se gli diamo gli strumenti giusti. Il Veneto è pronto a fare la sua parte”.
Il percorso di riforma proseguirà nelle prossime settimane con il coinvolgimento costante delle associazioni e degli amministratori locali, affiancato dai lavori del Tavolo regionale sulla sburocratizzazione e dall’istituzione di un Tavolo permanente di monitoraggio delle politiche per il commercio. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una legge costruita insieme ai territori e capace di incidere concretamente sul futuro del commercio veneto.



