Bond: “Intere flotte ferme e imprese in difficoltà. È un’emergenza ambientale ed economica che mette a rischio un settore simbolo dell’Adriatico”
La Regione Veneto stanzia 400 mila euro per sostenere le imprese della pesca colpite dal blocco totale dell’attività lungo la costa veneta dopo il collasso dei banchi naturali di vongole di mare e bibi. La Giunta regionale ha approvato un intervento straordinario destinato alle imprese armatrici di motopescherecci con draga idraulica aderenti ai CoGeVo di Venezia e Chioggia.
Il provvedimento riguarda le aziende che, dal primo ottobre 2024, hanno dovuto interrompere completamente la pesca a seguito delle ordinanze delle Capitanerie di Porto di Venezia e Chioggia, tuttora in vigore. Alla base della crisi ci sono la prolungata presenza di mucillagine e le temperature marine eccezionalmente elevate registrate nell’estate del 2024, che hanno compromesso gravemente l’ecosistema marino.
“Parliamo di un comparto strategico per l’economia e l’identità dell’Alto Adriatico che da quasi due anni vive una situazione drammatica – dichiara l’assessore regionale Dario Bond –. Le nostre marinerie hanno subito un colpo durissimo: intere flotte sono ferme, migliaia di giornate di lavoro sono andate perse e decine di imprese stanno affrontando enormi difficoltà economiche”.

La crisi del settore
La gravità della situazione è stata riconosciuta anche dal Ministero dell’Agricoltura, che con un decreto del marzo 2025 ha dichiarato eccezionali gli eventi climatici verificatisi nel 2024. Nel 2025, infatti, la produzione di vongole di mare e bibi nei compartimenti marittimi veneti è risultata praticamente azzerata.
Le campagne di monitoraggio effettuate dai CoGeVo di Venezia e Chioggia tra il 2024 e il 2025 hanno evidenziato un crollo della presenza di vongole lungo tutta la fascia costiera veneta. I rilievi effettuati in mare hanno registrato densità quasi sempre inferiori a 5 grammi per metro quadrato, livelli considerati incompatibili con una ripresa sostenibile dell’attività di pesca.
“Questi numeri spiegano meglio di qualsiasi parola la gravità della situazione – sottolinea Bond –. Non siamo davanti a una normale flessione produttiva, ma a una vera emergenza ambientale ed economica che rischia di mettere in ginocchio uno dei settori simbolo della tradizione marinara veneta”.
I fondi destinati alla pesca
I 400 mila euro saranno distribuiti attraverso due distinti fondi regionali: 185 mila euro andranno direttamente ai CoGeVo di Venezia e Chioggia, mentre altri 215 mila euro saranno destinati alle azioni regionali di sostegno alla pesca professionale e all’acquacoltura.
I contributi saranno riservati alle imprese che risultavano operative al primo ottobre 2024 e che non hanno svolto attività di pesca nel corso del 2025. Le domande dovranno essere presentate entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto.
“Come Regione – prosegue Bond – continuiamo a chiedere con forza misure strutturali per sostenere il comparto ittico. Il cambiamento climatico sta modificando profondamente gli ecosistemi marini e chi vive di pesca si trova oggi in prima linea a subirne le conseguenze”.
L’assessore evidenzia anche le altre difficoltà che il settore sta affrontando, dall’aumento dei costi di gestione al caro carburante, fino alla riduzione delle risorse ittiche. “La pesca veneta non chiede assistenzialismo ma la possibilità di sopravvivere e continuare a lavorare – conclude Bond –. Difendere queste imprese significa tutelare un patrimonio economico e culturale che appartiene a tutto il Veneto”.


