Confesercenti: “Le mamme imprenditrici presidiano territori e servizi, serve più sostegno per crescita e conciliazione”
Nel primo trimestre 2026 le imprese femminili a Padova registrano un lieve arretramento nello stock complessivo, ma segnali di miglioramento emergono dal rapporto tra nuove aperture e chiusure. È quanto rileva Confesercenti del Veneto Centrale, che in vista della Festa della Mamma accende i riflettori sulle “mamme imprenditrici”, figura sempre più centrale nell’economia locale.
Le attività guidate da donne in provincia sono 17.234, in calo rispetto alle 17.533 dello stesso periodo del 2025: 299 imprese in meno, pari a -1,7%. Anche le imprese registrate scendono da 19.015 a 18.674, con una riduzione di 341 unità.
Tuttavia, il quadro cambia se si osserva la dinamica del trimestre: le iscrizioni salgono da 399 a 410, mentre le cessazioni diminuiscono da 484 a 460. Il saldo resta negativo, ma migliora sensibilmente, passando da -85 a -50.
Per l’associazione di categoria, il dato indica una tenuta del sistema imprenditoriale femminile, soprattutto in una fase di trasformazione dei consumi e dei modelli di business.
Le imprese guidate da donne restano fortemente presenti nei settori tradizionali. Nel commercio al dettaglio rappresentano circa il 24% del totale, mentre nel turismo e nella ricettività la quota si avvicina al 30%, tra bar, B&B, ristorazione e servizi turistici. Ancora più rilevante la presenza nei servizi alla persona, dove un’impresa su due è a conduzione femminile.
Parallelamente, si sta modificando il profilo delle imprenditrici: cresce infatti la presenza nei servizi avanzati, dalla consulenza al digitale, fino all’e-commerce e alla comunicazione, segnando un progressivo spostamento verso attività più qualificate e flessibili. In aumento anche le imprese legate al turismo esperienziale e alla valorizzazione del territorio.
Confesercenti: “Le donne dimostrano ogni giorno una grande capacità di adattamento e di innovazione”
“Essere imprenditrici e mamme si può fare. Non è semplice, perché significa tenere insieme responsabilità familiari, lavoro, gestione del personale, rapporto con i clienti e futuro dell’attività. Ma proprio le donne dimostrano ogni giorno una grande capacità di adattamento e di innovazione – commenta Elena Magello, referente Confesercenti del Veneto Centrale nel Comitato Imprenditoria Femminile (CIF) –. Il punto non è solo contare quante imprese femminili ci sono, ma capire quale qualità, quale modello di business e quali strumenti servono per farle crescere. Per questo chiediamo più attenzione a credito, formazione, semplificazione e servizi che aiutino davvero a conciliare tempi di vita e tempi d’impresa”.

Per Confesercenti, le imprese femminili non rappresentano soltanto attività economiche, ma anche presidi sociali diffusi sul territorio: negozi, servizi e realtà di prossimità che contribuiscono alla coesione delle comunità locali.



