In vista della nuova legge regionale sul comparto, Confcommercio Venezia propone limiti a vendite promozionali e cianfrusaglie
Con l’insediamento della nuova Giunta regionale, si riapre il confronto con le associazioni di categoria in vista dell’adozione della nuova Legge regionale sul commercio, destinata a riordinare e razionalizzare la disciplina del settore.
Confcommercio Venezia ha avanzato alcune osservazioni per tutelare il commercio locale e il decoro della città. Tra le richieste principali: limitare le vendite promozionali, contrastare la diffusione della chincaglieria, vietare gli outlet nel centro storico e sostenere i negozi di vicinato.
“Negli ultimi anni il centro storico ha subito una trasformazione significativa – dichiara il presidente di Confcommercio Venezia, Roberto Panciera – con la chiusura di molte aziende storiche a favore di negozi, spesso gestiti da cittadini extracomunitari, che vendono prodotti di importazione di bassa qualità destinati ai turisti e sfruttano continue trasformazioni societarie per eludere oneri fiscali e contributivi. Le vendite promozionali permanenti, con sconti fino al 50% tutto l’anno, danneggiano l’immagine della città e creano concorrenza sleale“.
Confcommercio chiede alla Regione di vietare vendite promozionali ingannevoli, già attive dal primo giorno di apertura di un’attività; di introdurre il divieto di proseguire attività commerciali dedicate alla “chincaglieria” in caso di cambio di proprietà o subaffitto; di proibire l’apertura di outlet nel centro storico e infine di fornire supporti amministrativi ed economici per tutelare il commercio di vicinato.
“La revisione della legge regionale è un’occasione concreta per valorizzare l’imprenditoria seria, salvaguardare la legalità e garantire concorrenza leale – conclude Panciera –. Solo così potremo preservare la qualità e l’identità dei negozi veneziani“.


