Controlli della Guardia di Finanza Navale di Chioggia: individuate quattro imbarcazioni in stato di degrado, due persone denunciate. Scoperta una discarica abusiva a bordo di un vaporetto privato
Nell’ambito delle attività di Polizia Economico-Finanziaria finalizzate alla tutela dei beni demaniali e delle aree protette della laguna veneta, i militari della Sezione Operativa Navale di Chioggia hanno svolto una serie di controlli mirati per verificare la situazione di alcune motonavi ormeggiate lungo una concessione demaniale affidata a una società privata.
L’area interessata dagli accertamenti si trova in prossimità dell’Oasi di Valle Averto, gestita dal WWF, un ecosistema di circa 200 ettari di laguna caratterizzato da habitat di particolare pregio naturalistico e da un’elevata biodiversità.
Le ricognizioni aeree, effettuate con il supporto di un elicottero della Sezione Aerea di Venezia, hanno permesso di individuare con precisione l’area e di rilevare la presenza di quattro imbarcazioni in ferro: tre vaporetti e una motonave fluviale. Successivi controlli a terra e in acqua, condotti con l’impiego di due unità navali del Corpo e di un’autopattuglia, hanno evidenziato il grave stato di degrado di due dei natanti presenti.
Particolare attenzione è stata riservata a una motonave di circa 35 metri, costruita nel 1962 e originariamente destinata a operazioni di escavo del fondale e trasporto materiali. Il mezzo, semiaffondato a causa della corrosione dello scafo, risultava in evidente stato di abbandono e inutilizzo.
A bordo, i militari hanno accertato la presenza di due motori e il rilascio di un flusso continuo, seppur lieve, di idrocarburi nelle acque lagunari. Una circostanza che ha consentito di qualificare il natante come rifiuto e di evidenziare il potenziale rischio ambientale legato agli idrocarburi contenuti nei propulsori, con possibile aggravamento dei danni in caso di ulteriore deterioramento del relitto. Al proprietario è stato quindi prescritto di adottare immediatamente tutte le misure cautelari necessarie a prevenire ulteriori sversamenti.
Nel corso delle operazioni è stata inoltre individuata un’altra imbarcazione, un vaporetto di proprietà di una società privata, anch’esso in pessimo stato di conservazione e ormai in evidente stato di abbandono. All’interno del natante sono stati rinvenuti rifiuti speciali abbandonati, configurando di fatto una vera e propria discarica abusiva.


L’area oggetto degli interventi, già in passato sottoposta a verifiche sulla regolarità delle concessioni demaniali per l’ormeggio di imbarcazioni, sarà ora interessata da ulteriori approfondimenti investigativi per accertare l’eventuale presenza di rifiuti anche sotto il livello dell’acqua.
Complessivamente, i rifiuti rinvenuti sono stati quantificati in 157,47 tonnellate e sottoposti a sequestro a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, per il prosieguo delle indagini e la successiva caratterizzazione da parte dell’ente tecnico competente.
Secondo una prima ricostruzione, le imbarcazioni, ormai inutilizzabili, sarebbero state abbandonate intenzionalmente per evitare gli obblighi e i costi legati al corretto smaltimento. Le attività investigative hanno inoltre consentito di identificare due persone ritenute responsabili dei fatti, deferite all’Autorità Giudiziaria.
Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Venezia, che, al termine degli accertamenti, disporrà le operazioni di smaltimento dei rifiuti e la bonifica dell’area, con il ripristino dello stato originario dei luoghi e la restituzione della piena fruibilità alla collettività.



