Poco prima, nella stessa zona, quattro soggetti avevano derubato un uomo aggredendolo con dello spray urticante
Nel pomeriggio di martedì 23 giugno gli equipaggi dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico – sezione volanti della questura di Padova sono intervenuti nell’area di largo Debussy e delle vie limitrofe, a seguito della segnalazione di una rapina ai danni di un giovane cittadino tunisino; degli approfondimenti condotti sul luogo hanno consentito di rinvenire e sequestrare tre pericolose armi da taglio, occultate all’interno dell’area verde pubblica.
L’articolata attività svolta dagli agenti ha consentito di soccorrere una persona rimasta ferita, recuperare e sottoporre a sequestro un machete, che presentava tracce di sangue, e due accette, nonché di mettere in sicurezza l’intera area interessata per avviare degli approfondimenti investigativi finalizzati a ricostruire la dinamica dei fatti.
L’aggressione con lo spray urticante
L’attività ha avuto inizio nel tardo pomeriggio, quando gli agenti delle volanti (impegnati nei servizi di vigilanza e controllo del territorio disposti dal questore della provincia di Padova Marco Odorisio) stavano effettuando, come detto, una serie di verifiche e controlli nell’area di largo Debussy e nelle vie limitrofe.
Mentre erano ancora in corso gli accertamenti una delle pattuglie si è recata (alle ore 17.45 circa) nella vicina via Leonardo Da Vinci, per via della segnalazione di una rapina appena svoltasi ai danni di un giovane cittadino tunisino. Giunti sul posto i poliziotti hanno trovato degli operatori del personale sanitario del 118, intenti a prestare soccorso a un uomo che, a causa delle condizioni fisiche e del forte bruciore agli occhi e alle vie respiratorie, hanno in seguito provveduto a trasportare in pronto soccorso con codice giallo.
La persona soccorsa, successivamente identificata come un cittadino tunisino di 26 anni, ha riferito agli agenti che mentre si stava recando in palestra a bordo della propria autovettura sarebbe stato improvvisamente accerchiato da quattro soggetti a lui sconosciuti; secondo la ricostruzione fornita dalla vittima, uno degli aggressori lo avrebbe colpito con dello spray urticante al peperoncino, mentre altri due sarebbero stati armati di coltello. L’uomo ha inoltre raccontato di essere caduto a terra (per via della sostanza urticante), perdendo momentaneamente la capacità di orientarsi e accorgendosi soltanto in un secondo momento del furto del proprio telefono cellulare e delle chiavi del suo veicolo.
Gli operatori hanno constatato, tuttavia, come il giovane si trovasse in evidente stato confusionale, fortemente dolorante per gli effetti dello spray e particolarmente provato dall’accaduto, circostanza che ha reso difficoltosa un’immediata ricostruzione dettagliata e completa dei fatti e che ha reso necessario affidarlo alle cure del personale sanitario.
Le armi

Nel frattempo la sala operativa aveva ricevuto una nuova segnalazione, relativa al rinvenimento di un machete nella zona di via Cilea; una pattuglia si è pertanto recata immediatamente sul posto per controllare l’area, senza tuttavia individuare l’arma in questione. Pochi minuti dopo gli equipaggi delle volanti sono stati nuovamente inviati in largo Debussy, dove il vigilante del parco comunale ha riferito loro di essere stato avvicinato da alcuni giovani che gli avevano indicato la presenza di una grossa arma da taglio abbandonata sul terreno. Per ragioni di sicurezza e al fine di impedirne l’utilizzo da parte di terzi, il vigilante aveva provveduto a mettere temporaneamente in sicurezza l’oggetto fino all’arrivo dei poliziotti.
Gli agenti hanno accertato che si trattava effettivamente di un machete, di notevoli dimensioni; l’arma presentava inoltre delle tracce di sangue. I poliziotti lo hanno quindi sottoposto a sequestro, trasportandolo fino agli uffici della questura per per le successive attività tecnico-investigative.
Le operazioni non si concludevano però con il primo rinvenimento.
A distanza di poco tempo, infatti, il vigilante già nominato ha contattato nuovamente il numero di emergenza 113, riferendo di aver individuato, all’interno dello stesso parco, due accette nascoste tra la vegetazione. La sala operativa ha disposto di conseguenza l’immediato invio di un ulteriore equipaggio della polizia di Stato, che ha recuperato e sequestrato anche quest’ultime armi da taglio.
Gli approfondimenti effettuati dagli operatori hanno consentito di verificare come le armi rinvenute fossero particolarmente insidiose e dotate di elevata capacità offensiva. In particolare il machete era lungo circa 60 centimetri in tutto, con una lama di ben 47 centimetri; le due accette, invece, erano entrambe lunghe circa 40 centimetri. Particolare attenzione è tutt’ora riservata al machete: le tracce di sangue rinvenute su di esso saranno oggetto di ulteriori accertamenti tecnici.
Gli ultimi accertamenti
Il ritrovamento delle tre armi, nel giro di poche ore e all’interno della stessa area verde, oltre alla rapina denunciata poco distante e alle ulteriori verifiche svolte dagli agenti nella zona interessata, hanno indotto gli investigatori ad avviare immediati approfondimenti finalizzati a verificare eventuali collegamenti tra i diversi elementi emersi nel corso dell’attività.
La situazione nell’area di largo Debussy ha continuato, non a caso, a essere monitorata anche nelle ore successive. In serata, infatti, la sala operativa della questura ha disposto un nuovo intervento delle volanti presso un esercizio pubblico della zona, a seguito di ulteriori segnalazioni collegate agli eventi verificatisi nel pomeriggio. Gli accertamenti hanno permesso di appurare come il cittadino tunisino rimasto vittima della rapina, dopo essere stato dimesso dal pronto soccorso, fosse tornato autonomamente nella zona con l’intenzione di individuare coloro che riteneva essere i propri aggressori. Secondo quanto riferito da alcuni presenti, l’uomo avrebbe iniziato a cercare insistentemente le persone coinvolte nei fatti del pomeriggio, aggirandosi tra il parco e gli esercizi commerciali dell’area.
Le volanti sono intervenute tempestivamente procedendo a un nuovo controllo, con l’obiettivo di prevenire possibili ulteriori situazioni di tensione o iniziative autonome che avrebbero potuto generare nuovi episodi di violenza; nel corso delle verifiche i poliziotti hanno trovato due bombolette di spray al peperoncino, abbandonate all’interno di un cestino dei rifiuti poco distante dal luogo dell’intervento. I poliziotti hanno pertanto condotto il cittadino tunisino agli uffici della questura, per gli approfondimenti di rito.



