Tre interventi delle Volanti nella stessa giornata: denunciato un 20enne trovato con uno storditore elettrico e spray urticante, in manette un 70enne serbo e un 50enne tunisino destinatari di ordini di carcerazione
Mercoledì scorso gli agenti delle volanti di Padova hanno condotto tre distinte attività, la prima sventando una probabile aggressione violenta da strada e, negli altri due casi, arrestando due persone ricercate.
Il primo controllo
Infatti, mercoledì 3 giugno intorno alle ore 17, una pattuglia della sezione volanti ha effettuato un controllo nei confronti di un’autovettura che stava transitando in via San Fidenzio. A bordo del veicolo erano presenti tre cittadini tunisini; durante le procedure di identificazione, gli agenti hanno chiesto al conducente di esibire i documenti personali e quelli relativi al veicolo. Nel momento in cui il giovane ha aperto il vano portaoggetti collocato nella parte anteriore dell’autovettura (per recuperare la documentazione richiesta) i poliziotti hanno notato la presenza di un oggetto che, per forma e caratteristiche, appariva riconducibile a uno storditore elettrico.
Insospettiti, i poliziotti hanno quindi approfondito il controllo accertando come all’interno del vano fosse custodito un taser da contatto idoneo a provocare scariche elettriche ad alta tensione (con un voltaggio superiore a 100), estendendo in seguito l’attività di verifica, pertanto, all’intero dell’abitacolo del veicolo.
Tale ispezione ha consentito di rinvenire un secondo oggetto nel porta-bevande della portiera lato conducente: una bomboletta spray urticante, caratterizzata da una particolare impugnatura a pistola e da un serbatoio della capacità complessiva di 100 ml.
Gli esiti del primo controllo
Al termine degli accertamenti i poliziotti hanno accompagnato il conducente dell’autovettura agli uffici della questura, dove hanno sottoposto il giovane a rilievi foto-dattiloscopici identificandolo per un cittadino tunisino di 20 anni, gravato da un precedente per rapina.
È risultato infatti che il 20enne fosse stato recentemente segnalato all’autorità Giudiziaria in quanto presunto protagonista di un grave episodio di violenza avvenuto nel territorio della provincia di Venezia; secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori il giovane avrebbe, in quell’occasione, aggredito una donna subito dopo averle ceduto una dose di cocaina, colpendola ripetutamente con pugni, trascinandola per i capelli e minacciandola con un coltello. Nel corso dell’azione violenta avrebbe altresì costretto la vittima, terrorizzata dall’aggressione, a restituirgli la dose di cocaina appena acquistata, per poi allontanarsi rapidamente dal luogo dei fatti.
Il 20enne è stato quindi denunciato per porto e possesso ingiustificato di strumenti atti a offendere.
A bordo dell’autovettura vi erano, oltretutto, due connazionali del 20enne, un 19enne in Italia da un anno e un 51enne presente sul territorio nazionale dal 2006, cittadini tunisini ed entrambi regolari, ma con precedenti a carico rispettivamente per ricettazione (il 19enne) e per stupefacenti e immigrazione clandestina (il 51enne).
Il questore della provincia di Padova Marco Odorisio, riscontrata la gravità dei fatti, ha attivato la divisione polizia anticrimine che ha avviato le istruttorie a carico dei tre, per l’adozione di una misura di prevenzione personale.
Il secondo controllo
E ancora lo stesso mercoledì 3 giugno, alle 6 del mattino, gli agenti dell’ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico – squadra volanti hanno notato (transitando in piazzale Stazione) un uomo in compagnia di un giovane, decidendo di procedere al controllo.
L’uomo, un 70enne serbo, ha fornito ai poliziotti il proprio documento d’identità da cui, tramite accertamenti nelle banche dati in uso ai poliziotti, è risultato gravato da un ordine di carcerazione emesso nel 2019 dalla procura della Repubblica associata al tribunale ordinario di Venezia per il reato di invasione di terreni ed edifici.
Pertanto, dopo averlo accompagnato agli uffici della questura, i poliziotti hanno sottoposto l’uomo a fotosegnalamento, grazie al quale hanno confermato la sua identità nonché la pendenza dell’ordine di carcerazione a suo carico, misura per la quale lo hanno infine tratto in arresto e, in seguito, associato alla la casa di reclusione “Due Palazzi di Padova”, dove dovrà scontare la condanna a 4 mesi di reclusione.
L’ultimo arresto
Sempre nello stesso pomeriggio, il personale della questura (su disposizione del tribunale di sorveglianza di Padova) ha eseguito un’ordinanza di sospensione della misura alternativa della detenzione domiciliare con contestuale ordine di carcerazione nei confronti di un 50enne cittadino tunisino, pluripregiudicato per reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi e oggetti atti a offendere.
Lo straniero, irregolare sul territorio nazionale, dovrà scontare una pena residua di mesi 4 di reclusione in seguito alla condanna definitiva a 7 anni e 3 mesi per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, emessa dal tribunale di Padova nel maggio del 2018.
Al termine delle attività, i poliziotti delle volanti hanno trasferito il 50enne tunisino nella casa di reclusione “Due Palazzi di Padova”, dove sconterà la sua condanna.



