I due individui avevano già a loro carico dei precedenti in materia di stupefacente e reati legati alla microcriminalità
Nei giorni scorsi le attività della polizia di stato di Venezia e l’arma dei carabinieri, svolte per contrastare i reati di criminalità diffusa nella cittadina di Noale, hanno permesso di rintracciare, espellere e rimpatriare due cittadini stranieri senza fissa dimora, uno di origini albanesi ed uno di nazionalità marocchina, ritenuti responsabili di reati legati alla microcriminalità e in materia di sostanze stupefacenti.
Il primo rimpatrio
Al cittadino di nazionalità albanese era già stato predisposto un allontanamento dalla propria casa a causa di continui maltrattamenti ai danni della moglie. Prima di essere arrestato l’uomo, che aveva già a suo carico numerosi precedenti di polizia e in materia di immigrazione, aveva vissuto di piccoli espedienti. Una volta scarcerato nella primavera del 2025, l’uomo si sarebbe accampato all’interno della sua autovettura nei pressi del parcheggio della stazione ferroviaria di Noale.
Dopo il sequestro dell’auto da parte dei militari del comando stazione carabinieri di Noale, il soggetto era stato accompagnato presso gli uffici della questura di Venezia, dove il personale dell’ufficio immigrazione aveva provveduto ad avviare le opportune verifiche ed accertamenti al fine di poter disporre l’espulsione dell’uomo. Pertanto, nei giorni scorsi, i militari hanno rintracciato l’uomo nella stazione ferroviaria e lo hanno accompagnato in aeroporto per essere rimpatriato con un volo diretto nel suo paese di origine.

Il secondo rimpatrio
Il cittadino di origini marocchine era già conosciuto sia dalla cittadinanza che dalle forze dell’ordine per reati in materia di sostanze stupefacenti e per reati legati alla microcriminalità. Da diversi anni era abituato a soggiornare in alcune case abbandonate o trovando rifugio presso lo spogliatoio della pista di pattinaggio della cittadina, ed era anche già stato denunciato più volte all’autorità giudiziaria per invasione di terreni o edifici.
Tenendo in considerazione la sua pericolosità sociale, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Venezia aveva avviato l’iter nei suoi confronti per l’espulsione dal territorio nazionale. Anche in questo caso, dopo il perfezionamento delle procedure previste dalla legge per l’espulsione, i militari del comando stazione carabinieri di Noale hanno rintracciato l’uomo in un giaciglio di fortuna all’interno dei giardini di Noale, per il successivo rimpatrio con un volo diretto nel suo paese di origine.



