Dopo l’imbrattamento del monumento, l’associazione sostiene la linea dura del Comune: “Servono risarcimenti, più telecamere e una campagna internazionale contro il vandalismo”
L’imbrattamento del Ponte di Rialto con vernice spray riporta al centro dell’attenzione il problema degli atti vandalici contro il patrimonio storico di Venezia. Dopo l’annuncio del Comune di voler chiedere il risarcimento dei danni ai responsabili, anche Confcommercio Venezia interviene chiedendo misure ancora più incisive per contrastare un fenomeno che, sottolinea l’associazione, non è affatto nuovo.
L’episodio risale alle prime ore del mattino di un paio di giorni fa, quando tre giovani turisti sono stati sorpresi a imbrattare il Ponte di Rialto con vernice spray verde e rosa. L’intervento della Polizia Locale è scattato intorno alle 4.40, dopo diverse segnalazioni da parte dei cittadini. Grazie alle immagini della videosorveglianza e alle indagini svolte dagli agenti, sono stati denunciati tre ragazzi di 20, 21 e 22 anni, tutti di nazionalità pakistana e residenti a Milano, ritenuti gli autori del gesto. Il gruppo era arrivato in laguna per festeggiare il compleanno di uno di loro.
Il Comune ha già annunciato che chiederà il risarcimento dei danni, comprendendo non solo le spese necessarie per ripulire il monumento, ma anche il danno d’immagine arrecato alla città.
Una posizione condivisa anche da Confcommercio Venezia. “Il tema – dichiara il presidente Roberto Panciera – è non solo di ottenere il risarcimento delle spese sostenute per pulire, ma anche di trasmettere all’opinione pubblica l’idea che a Venezia questi gesti sconsiderati non possono essere accettati“.
Per l’associazione di categoria, infatti, l’episodio di Rialto è soltanto l’ultimo di una lunga serie. Le serrande dei negozi che si affacciano sul celebre ponte, così come quelle delle attività delle zone vicine e le strutture del mercato, portano ancora i segni di scritte e graffiti che deturpano beni pubblici e privati e finiscono per compromettere anche l’immagine della città.
Per questo Confcommercio rilancia la richiesta di strumenti più severi nei confronti degli autori degli imbrattamenti. “Contro questa pseudo espressione artistica si dovrebbe valutare anche l’applicazione del Daspo urbano – spiega Panciera -, per tenere lontano chi ha in mente di venire a Venezia non per rispettarla ma per ferirla. Sarà importante trasferire questo messaggio con la necessaria forza: chiediamo alle Istituzioni di valutare il lancio di una campagna internazionale di comunicazione sul rispetto di Venezia dagli imbrattamenti. Già qualche anno fa la notizia dell’imbrattamento con vernice rossa di uno dei leoncini in piazza San Marco, di fianco alla basilica, aveva fatto il giro del mondo”.
L’associazione conclude chiedendo anche un potenziamento del sistema di videosorveglianza cittadino, ritenuto fondamentale sia per individuare i responsabili sia come deterrente.



