Il quarantaseienne aveva presentato un titolo di soggiorno contraffatto per accedere alla protezione umanitaria. Il Questore dispone l’imbarco immediato sul volo per Pechino
Gli agenti dell’ufficio immigrazione della Questura di Padova hanno individuato e sventato un tentativo di ottenimento fraudolento del permesso di soggiorno per “emergenza Ucraina”, arrestando un cittadino cinese di 46 anni. L’uomo, entrato irregolarmente in Italia, aveva presentato presso gli sportelli amministrativi un titolo di soggiorno permanente apparentemente rilasciato dalle autorità ucraine nel 2021, per beneficiare della misura di protezione temporanea riservata a chi proviene dal contesto bellico.
I sospetti dei poliziotti sulla genuinità del documento hanno portato a verifiche approfondite e a un successivo accertamento tecnico-scientifico curato dal Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica (G.I.P.S.) di Padova. Le analisi grafiche hanno confermato la totale falsità del permesso ucraino. Gli accertamenti della Questura hanno inoltre evidenziato a carico dell’uomo precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti risalenti al 2006 e una condanna per evasione nel 2007, a seguito della quale era già stato espulso dal territorio nazionale nel 2008 con divieto di rientro decennale.
A seguito degli elementi emersi e dopo l’ottenimento del nulla osta da parte dell’Autorità Giudiziaria, il questore di Padova, Marco Odorisio, ha emesso il decreto di rigetto dell’istanza e il contestuale provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale. Nella giornata di martedì 11 agosto, l’uomo è stato preso in custodia dagli agenti dell’ufficio immigrazione e scortato presso la frontiera aerea dell’aeroporto di Venezia per il successivo imbarco sul volo diretto a Pechino, dove verrà consegnato alle autorità cinesi.
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