Indagini partite da Perugia, confiscate quote di partecipazione, immobili e conti correnti di 9 società con sedi nelle provincie di Milano, Verona, Massa Carrara, Pistoia, Forlì e Pordenone
La Direzione Investigativa Antimafia e la Guardia di Finanza hanno eseguito un provvedimento di sequestro e contestuale confisca, disposto dal Tribunale delle Misure di Prevenzione di Perugia, nei confronti di un imprenditore di origini siciliane di 62 anni, attualmente detenuto, che avrebbe agevolato il clan dei Casalesi riciclandone i capitali illecitamente accumulati.
Nella proposta firmata dal direttore della DIA, basata sia su procedimenti penali già definiti sia su indagini tuttora in corso — tra cui la più rilevante pendente a Perugia — l’attenzione si è concentrata sul profilo economico e patrimoniale dell’uomo. Considerato soggetto a pericolosità qualificata per i suoi legami con il citato clan campano, l’indagato avrebbe effettuato, a partire dal 2010, ingenti investimenti nel settore immobiliare in diverse aree del Paese, ritenuti sproporzionati rispetto alle sue capacità reddituali dichiarate.
La confisca ha riguardato quote di partecipazione, immobili e conti correnti di 9 società con sedi nelle provincie di Milano, Verona, Massa Carrara, Pistoia, Forlì e Pordenone nonché un fabbricato in corso di costruzione e destinato ad abitazioni private in provincia di Messina, per un valore complessivo stimato in circa 5 milioni di euro.


