La denuncia della consigliera regionale del Pd: “È stata colpita, inseguita, derubata del telefono e bersagliata con insulti sessisti davanti ai propri familiari”. L’aggressione sarebbe stata trasmessa in diretta streaming
Aggredita, inseguita e derubata del telefono a Mestre, davanti ai propri familiari. Vittima dell’episodio è l’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon, che sarebbe stata anche bersagliata da insulti sessisti mentre gli aggressori trasmettevano l’atto in diretta streaming.
Sull’accaduto interviene Monica Sambo, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Cultura, che definisce l’aggressione un atto di violenza politica. “Esprimo la mia più ferma condanna e la massima solidarietà all’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon, vittima di una vile aggressione a Mestre. Si tratta di un vero e proprio atto di violenza politica: non possiamo tollerare che sul nostro territorio si consumino vendette di questo tipo o intimidazioni d’odio“.
Secondo quanto riferito da Sambo, l’episodio sarebbe legato all’impegno civico e democratico dell’attrice, che aveva partecipato attivamente alle proteste del luglio 2024 in Bangladesh, culminate con la caduta del governo. “Quanto accaduto – prosegue infatti la consigliera – è di una gravità inaudita. L’attrice è stata colpita, inseguita, derubata del telefono e bersagliata con insulti sessisti davanti ai propri familiari, mentre i suoi aggressori trasmettevano l’atto in diretta streaming. Una spedizione punitiva per l’impegno civico e democratico che l’artista ha testimoniato attivamente durante le proteste del luglio 2024 che avevano portato alla caduta del governo in Bangladesh. Auspico, venga fatta rapidamente piena luce sull’episodio e che gli autori di questo gesto vengano affidati alla giustizia”.
“Ad Azmeri Haque Badhon va il nostro abbraccio e il nostro totale sostegno: la cultura e la libertà di pensiero non si fermano davanti alla violenza”, conclude Sambo.


