Il presidente del consiglio regionale Luca Zaia interviene sulla situazione in Venezuela richiama l’urgenza di tutelare le persone coinvolte e di sostenere ogni iniziativa per il rientro in Italia di Alberto Trentini.
Le notizie che giungono dal Venezuela in queste ore rappresentano uno snodo di particolare delicatezza”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, è intervenuto sull’operazione militare condotta dagli Stati Uniti che ha colpito siti strategici e istituzionali in Venezuela e che, secondo quanto comunicato dal presidente Donald Trump, avrebbe portato alla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores.
Zaia ha espresso “vicinanza alla comunità venezuelana residente in Veneto” e ha rivolto “un pensiero ai molti veneti e italiani che vivono in Venezuela, spesso legati da storie familiari e migrazioni che affondano le radici nel secondo dopoguerra”.
“Il Veneto è terra di legami profondi – ha sottolineato – e non possiamo restare indifferenti davanti all’apprensione vissuta da chi oggi teme per la sicurezza dei propri cari in Venezuela o per il futuro della propria comunità”. Il presidente ha ricordato come nelle città e nelle province venete vivano molti cittadini venezuelani “da tempo integrati in professioni e percorsi di vita diversi”, uniti però “da una perfetta integrazione in Veneto e da un legame autentico e profondo con la loro terra d’origine”. Secondo i dati citati, sono 1.115 i cittadini venezuelani residenti in Veneto, ai quali si aggiunge una presenza più ampia di oriundi venezuelani e famiglie miste. “A tutti loro – ha aggiunto – rivolgo un pensiero e la più alta vicinanza istituzionale”.
Un passaggio specifico è stato dedicato alla vicenda di Alberto Trentini, cittadino veneto detenuto da mesi in Venezuela. “Alla luce di questi nuovi scenari – ha affermato Zaia – ci uniamo all’appello perché si compiano tutti i passi necessari per garantire una soluzione positiva del caso Trentini. Ogni sforzo, in coordinamento con le autorità competenti, deve essere messo in campo e accelerare per tutelare la sua incolumità, i suoi diritti fondamentali e arrivare a un rientro in Italia”.
Il presidente ha sottolineato come il suo nome rappresenti oggi “simbolicamente tutti i nostri connazionali che si trovano in territori colpiti da instabilità”.
Pur senza entrare nel merito delle dinamiche internazionali, Zaia ha richiamato il contesto che ha preceduto l’azione americana, definendolo “una fase lunga e complessa, segnata da tensioni strutturali, crisi istituzionale e accuse reiterate da parte della comunità internazionale nei confronti del governo venezuelano”. Ha inoltre osservato che “è comprensibile che vi siano istanze di sicurezza e di contrasto a fenomeni gravi come il narcotraffico”, ma ha ribadito che “in momenti come questi è fondamentale che il diritto, la tutela delle persone e il senso di responsabilità prevalgano su ogni altra considerazione”.“Rivolgo un appello alla prudenza, al dialogo e al rispetto dei valori fondamentali – ha concluso –. A tutte le comunità collegate al Venezuela, dentro e fuori dal nostro Paese, rinnovo la vicinanza del Veneto. Continueremo a seguire, come istituzioni, l’evolversi della situazione”.


