Il consigliere Trevisi propone una Scuola regionale per polizia locale che garantisca formazione unitaria e continua, per rafforzare sicurezza urbana e professionalità degli agenti
La sicurezza dei cittadini passa dalla qualità di chi opera ogni giorno sul territorio. È da questo principio che parte l’iniziativa del consigliere regionale del Partito Democratico Gianpaolo Trevisi. In una nota, Trevisi annuncia la presentazione di una mozione per ripristinare una Scuola regionale veneta per la sicurezza e la polizia locale. L’obiettivo è costruire un sistema formativo unitario per tutti gli operatori del Veneto.
Secondo Trevisi, la Regione deve tornare a investire con decisione sulla formazione pubblica. La proposta guarda a una struttura stabile, riconoscibile e capace di garantire standard omogenei, tenendo conto che la sicurezza urbana richiede competenze sempre più articolate. Senza una formazione solida, i Comuni faticano a rispondere alle nuove sfide.
Il consigliere richiama l’esperienza della Scuola regionale istituita nel 2006. Per anni quella realtà ha rappresentato un punto di riferimento per agenti e comandanti della polizia locale. Nel tempo, però, la Regione ha smantellato progressivamente quel modello. Oggi la formazione risulta frammentata e affidata a iniziative sporadiche.
Trevisi evidenzia come questa situazione crei forti disuguaglianze tra territori. I piccoli Comuni incontrano maggiori difficoltà nel garantire aggiornamento e specializzazione. La mancanza di un coordinamento regionale indebolisce l’efficacia complessiva del sistema. A farne le spese sono sia gli operatori sia i cittadini.
“La crescente complessità dei compiti affidati alla polizia locale rende indispensabile una formazione continua, omogenea e di qualità“, afferma Trevisi. Il consigliere ricorda che la legge regionale del 2020 già prevede questo indirizzo. Ora, sostiene, serve dare piena attuazione alle norme esistenti. Il Veneto deve compiere un vero salto di qualità.
In chiusura, Trevisi lancia un appello al confronto istituzionale: “Su un tema come la sicurezza urbana non devono esserci bandiere di parte”. Il consigliere si dice disponibile a collaborare con tutte le forze presenti in Consiglio regionale. L’obiettivo resta una soluzione condivisa, nell’interesse dei cittadini e degli operatori della polizia locale.



