Le dichiarazioni della sindaca di Rovigo Valeria Cittadin sul primo Pride cittadino previsto per il 20 giugno hanno acceso la polemica
Le dichiarazioni della sindaca di Rovigo Valeria Cittadin sul primo Pride rodigino alimentano un acceso confronto politico e istituzionale. Al centro della discussione ci sono le parole utilizzate dalla prima cittadina per descrivere la manifestazione, considerate da una parte del Consiglio regionale come fortemente divisive.
La consigliera regionale di Alleanza verdi e sinistra Elena Ostanel interviene con toni duri e parla di affermazioni “indegne e inaccettabili” per chi rappresenta l’intera comunità. Nel suo commento collega direttamente il linguaggio utilizzato dalla sindaca al valore simbolico del Pride. La vicenda si inserisce così in un contesto già sensibile, legato alla prima edizione della manifestazione nella città polesana.
“Definire il Pride un ‘circo’, una ‘manifestazione tribale’ o una ‘spettacolarizzazione’ dell’orientamento sessuale significa insultare persone e famiglie che chiedono semplicemente di vivere liberamente, senza discriminazioni e senza paura”, dichiara Ostanel in una nota.
“Valeria Cittadin – prosegue la consigliera – sostiene che la manifestazione sarebbe inutile perché ‘i diritti esistono già’, ma sono proprio le sue parole a dimostrare il contrario. Se davvero i pregiudizi non esistessero più, nessuno avrebbe paura di un Pride in piazza. Proprio per questo serve questa manifestazione: perché ancora oggi troppe persone LGBTQIA+ subiscono discriminazioni, isolamento, violenze verbali e fisiche”. “
La consigliera Avs ricorda che il rispetto del ruolo istituzionale del primo cittadino deve valere per tutta la comunità, “non può negare un diritto solo perché non è d’accordo”. Alla sindaca di Rovigo, Ostanel chiede di autorizzare la manifestazione in piazza Matteotti. “L’idea di nascondere il Pride in un luogo più periferico è una forma vile di discriminazione”.
“Sarebbe utile – conclude Ostanel – che la sindaca accolga la richiesta di incontro avanzata dal Comitato Rovigo Pride e che sia attiva nell’ascoltare le tante realtà che hanno aderito alla manifestazione. Ma non mi illudo. Il 20 giugno, ci sarò e invito le reti civiche, sociali e associative di tutto il Veneto a partecipare al Pride di Rovigo. Perché il Pride non è un circo: è una lotta di libertà, dignità e diritti”.


