Lo spazio del Centro Culturale Altinate San Gaetano dedicato al giornalista ucciso dalla Camorra a 26 anni. Coinvolti anche gli studenti del Viaggio della Legalità
Il Comune di Padova ha intitolato a Giancarlo Siani la sala “Spazio 35” del Centro Culturale Altinate San Gaetano. Il giornalista napoletano, corrispondente de “Il Mattino” da Torre Annunziata, fu assassinato dalla camorra nel 1985 a soli 26 anni per le sue inchieste sui rapporti tra criminalità organizzata e politica.
La decisione nasce dalla collaborazione tra il Comune e la Fondazione Giancarlo Siani avviata nell’ambito del “Viaggio della Legalità” promosso dall’ufficio Progetto Giovani. Tra marzo e aprile 2026 il progetto ha portato a Napoli 64 studenti di nove scuole superiori padovane, grazie anche ai fondi del Ministero dell’Interno destinati ai progetti per la legalità.
Durante il viaggio gli studenti hanno incontrato realtà impegnate nella rigenerazione urbana, nell’inclusione sociale e nel contrasto alle mafie. Particolarmente significativo è stato l’incontro con Paolo Siani, fratello del giornalista ucciso, che ha raccontato ai ragazzi il valore della memoria e dell’impegno civile.
L’esperienza ha lasciato un segno soprattutto negli studenti del liceo artistico Modigliani, che hanno deciso di dedicare uno spazio scolastico alla memoria di Siani e realizzeranno nel prossimo anno un’opera artistica ispirata alla sua figura.
Con l’intitolazione della sala, il Comune vuole ricordare il contributo del giovane giornalista nella lotta alla criminalità organizzata e il valore dell’informazione come strumento di democrazia e giustizia sociale. Padova diventa così la prima città capoluogo del Veneto, dopo Bologna e Milano, a dedicare uno spazio pubblico a Giancarlo Siani.
“Intitolando una sala comunale a Giancarlo Siani ricordiamo un giornalista assassinato dalla camorra per il suo lavoro di inchiesta e lo facciamo in uno spazio dedicato soprattutto ai giovani – dichiara l’assessore alla Legalità, Diego Bonavina -. Giancarlo Siani con il suo lavoro ha dimostrato come l’attività giornalistica sia fondamentale per la democrazia e la legalità”.
Sulla stessa linea anche il consigliere comunale con delega alle Politiche giovanili, Pietro Bean: “Non c’è nulla che spaventa di più la mafia della verità e delle persone disposte a cercarla e raccontarla. Spesso sono proprio i giovani a riuscire a compiere questo passo coraggioso”.
Nel corso del viaggio gli studenti hanno anche approfondito il tema dei beni confiscati alle mafie e del loro riutilizzo sociale. Un tema che riguarda anche il territorio padovano, dove risultano confiscati sette immobili legati alla criminalità organizzata, alcuni dei quali destinati a finalità pubbliche e sociali.



