Il Comune di Padova ha promosso un progetto attento ai bisogni dei giovani con disabilità, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della loro autonomia personale
Il Comune di Padova (grazie alla collaborazione con gli enti del terzo settore del territorio) ha promosso la partecipazione ai centri estivi di ragazzi e ragazze con disabilità residenti nei territori di sua competenza, di età compresa tra i 15 e i 21 anni: un progetto innovativo rivolto agli adolescenti e ai giovani che apre nuove opportunità di partecipazione, di crescita e socializzazione, presentato questa mattina, in conferenza stampa a Palazzo Moroni, dalle assessore al Sociale, Margherita Colonnello, alle Politiche educative e scolastiche, Cristina Piva, e dai gestori dei centri estivi.
Per la prima volta, in questo modo, il Comune accompagna le realtà del territorio per promuovere un’esperienza attenta ai bisogni dei giovani con disabilità, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della loro autonomia personale affinché possano vivere esperienze condivise in contesti accoglienti e accessibili, per sentirsi davvero parte attiva della comunità. Elementi distintivi del progetto sono il carattere pienamente inclusivo e accogliente, oltre a un approccio partecipativo che favorisca la nascita di nuove amicizie e il superamento di qualsiasi barriera culturale e sociale.
L’iniziativa
L’iniziativa è nata in collaborazione con Associazione Down Dadi Padova Ets e Associazione Billi Integration Ets, che svolgono il ruolo di coordinamento del progetto e hanno promosso una formazione specifica, rivolta a 60 operatori che nel corso dell’estate saranno occupati nei centri estivi cittadini.
Il progetto ha trovato la disponibilità e il coinvolgimento di quattro realtà associative, già iscritte all’elenco dei centri estivi convenzionati con il Settore servizi scolastici: BluKippe Ssdrl, Cus Padova Asd, Educa Aps Asd e Usd Usmi Basket, che hanno aderito all’avviso di manifestazione di interesse promosso dal Settore servizi sociali dicendosi disponibili ad accogliere ragazzi e ragazze dai 15 ai 21 anni e garantendo personale adeguatamente formato.
Il Comune di Padova sostiene invece il progetto garantendo un contributo economico, a parziale sostegno delle spese sostenute per l’attivazione di operatori sociali a supporto dei ragazzi.
Il valore dell’inclusione
L’attivazione del progetto non garantisce solo l’opportunità di vivere esperienze positive, ma di costruire contesti in grado di riconoscere e valorizzare le differenze, trasformandole in risorsa per la crescita comune. L’inclusione è un processo continuo, un impegno che richiede ambienti capaci di favorire la partecipazione attraverso un lavoro collegiale con famiglie e territorio, affinché l’inclusione diventi responsabilità condivisa.
Valorizzare l’autodeterminazione, dei ragazzi e delle ragazze, rappresenta una delle sfide più significative poiché chiama in causa la possibilità di orientare la propria esistenza, di esprimere i propri bisogni- interessi, di coltivarli e di viverli. È un diritto fondamentale (sancito anche dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006)) che si esprime nella capacità di compiere scelte consapevoli, assumere decisioni e dare forma a un progetto di vita significativo. In tal senso l’autodeterminazione non coincide con la mera libertà di scelta tra alternative predisposte, ma con la possibilità di diventare agenti attivi di cambiamento e artigiani del proprio percorso.


