L’ordinanza dispone, per i settori più a rischio, il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto nelle ore più calde della giornata
Il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, alla luce delle condizioni climatiche registrate nelle prime settimane estive (sempre più critiche), ha firmato un’ordinanza per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle alte temperature e della radiazione solare, recependo le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” condivise nella seduta dell’11 giugno 2026 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
L’ordinanza
Il provvedimento, in vigore a partire oggi fino al 31 agosto, dispone il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16 nel settore agricolo e in quello florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave, relativamente a giornate e aree del territorio regionale in cui il sistema di previsione del rischio elaborato dal progetto Worklimate (Inail-Cnr) segnali un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.
L’ordinanza si applica nei casi in cui, nonostante l’adozione delle misure di prevenzione previste dalla normativa e dalle linee guida regionali, permangano rischi rilevanti per la salute dei lavoratori derivanti dall’esposizione al calore. Restano validi eventuali accordi aziendali che prevedano misure di tutela equivalenti o persino maggiori per i lavoratori.
La Regione raccomanda inoltre l’applicazione delle linee di indirizzo in tutte le attività svolte all’aperto e negli ambienti chiusi non climatizzati influenzati dalle condizioni meteorologiche esterne. Sono esclusi dal divieto gli interventi di pubblica utilità, protezione civile e salvaguardia della pubblica incolumità effettuati dalle pubbliche Amministrazioni, dai concessionari di pubblico servizio e dai relativi appaltatori, purché siano adottate adeguate misure organizzative e di sicurezza per ridurre il rischio da esposizione al caldo da parte dei datori di lavoro.
Le misure adottate dalla Regione
Tra le principali raccomandazioni contenute nel documento vi è la necessità di limitare o evitare, quando possibile, lo svolgimento delle attività lavorative nelle ore più calde della giornata (soprattutto per i lavoratori impegnati all’aperto) qualora il rischio da stress termico permanga elevato nonostante l’adozione delle misure preventive previste.
La Regione raccomanda inoltre ai datori di lavoro di adottare adeguate misure organizzative, tra cui la rotazione del personale e la riduzione dei tempi di esposizione al caldo, tenendo conto delle indicazioni della sorveglianza sanitaria aziendale e utilizzando gli strumenti di valutazione disponibili (compresi quelli messi a disposizione dal portale Agenti Fisici e dal progetto Worklimate).
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso avviato dalla Regione del Veneto per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro. A maggio scorso la giunta Regionale aveva già approvato lo schema del “Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore negli ambienti di lavoro finalizzato alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”, condiviso con le istituzioni competenti e le parti sociali maggiormente rappresentative.
Tale decisione è stata adottata a seguito della riunione straordinaria del comitato Regionale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro tenutasi ieri, il quale ha valutato fosse necessario adottare un provvedimento contingibile e urgente con efficacia su tutto il territorio veneto, per ridurre l’impatto delle alte temperature sulla salute dei lavoratori.



