Oggi il cantautore italiano, originario di Modena, è deceduto. all’età di 86 anni. La politica veneta esprime le sue condoglianze
Oggi giovedì 6 agosto è deceduto il cantautore modenese Francesco Guccini. Il presidente del consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, e il capogruppo del gruppo consiliare (Pd) Giovanni Manildo commemorano l’accaduto.
Il commento di Luca Zaia
“Con Francesco Guccini se ne va uno dei grandi poeti del nostro tempo, un uomo che ha segnato la storia della musica italiana andando molto oltre la musica. Nelle sue canzoni generazioni di ragazzi hanno cercato e trovato pensieri, domande, inquietudini, sogni e frammenti della propria identità” inizia il suo discorso Zaia.
“Con la sua voce ruvida e inconfondibile – prosegue il presidente – Guccini ha trasformato strade, stazioni, nebbie, amori, sconfitte e speranze nella geografia sentimentale di un intero Paese. Ha raccontato l’Italia attraverso le storie delle donne e degli uomini che la abitavano, dando dignità alle vite comuni, alla memoria, alle radici e persino ai dubbi. Ha fatto riflettere, anche con prese di posizione forti e non comuni; ha creato appartenenza senza imporla, ha saputo parlare alla coscienza conservando sempre la libertà del poeta. Perfino in un titolo forte e indimenticabile come Dio è morto non c’era alcuna negazione della fede, ma la denuncia delle false certezze e la speranza, mai perduta, di una rinascita”.

“Anche il Veneto lo ha sentito vicino e gli ha restituito negli anni un affetto profondo, accogliendolo in teatri e palasport sempre gremiti. Venezia è entrata nella sua geografia poetica e ricordo che, molti anni dopo, il Premio Campiello lo ha accolto tra i suoi finalisti con Tralummescuro: quasi un filo ideale capace di unire la canzone alla letteratura, le due anime inseparabili della sua opera”, sottolinea Zaia.
“Oggi cala il silenzio su una delle voci più profonde della cultura italiana, ma le parole di Francesco Guccini continueranno a emozionare. A nome dell’intero Consiglio regionale del Veneto, esprimo la più sentita vicinanza alla moglie Raffaella, alla figlia Teresa, ai familiari e a quanti gli hanno voluto bene. L’Italia perde un grande autore; tutti noi perdiamo un pezzo della nostra giovinezza”, conclude il presidente.
Il commento di Giovanni Manildo
“‘Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso…’ Quante volte mi sono trovato a cantare questo testo stupendo. Quante volte mi sono perso tra la via Emilia e il West oppure ho ritrovato l’orgoglio nelle parole di Cyrano. Ci ha lasciato un poeta immenso, Francesco Guccini, un maestro di parole e di vita, un narratore che ha saputo raccontare l’Italia, le sue speranze, la provincia e le sue battaglie con schiettezza e onestà intellettuale.”

“Per chi è cresciuto con la sua voce e le sue storie, oggi è un giorno di profondo dolore. Ma i suoi capolavori restano qui, eterni, a continuare a parlarci, a farci riflettere e a farci cantare. Buon viaggio, Maestrone. E…grazie di tutto.” conclude Manildo.



