Oggi il sopralluogo degli assessori regionali Marco Zecchinato ed Elisa Venturini. Stefani: “La strategia regionale proseguirà con il completamento del piano dei bacini di laminazione, il rafforzamento della rete arginale e il monitoraggio costante della rete idraulica“
Si è tenuto nella giornata di oggi il sopralluogo degli assessori all’Ambiente, Elisa Venturini, e alla Pianificazione strategica e governance del sistema idrico, Marco Zecchinato, a Montebello Vicentino, dove proseguono i lavori per l’ampliamento del bacino di laminazione: al momento i lavori sono stati completati al 40%.

Il progetto di salvaguardia idrogeologica a Montebello Vicentino
L’opera, dal valore complessivo di 67,8 milioni di euro, prevede l’estensione dell’invaso esistente con l’obiettivo di aumentare la capacità di laminazione delle piene e rafforzare la protezione del territorio rispetto agli eventi meteorologici estremi.
Con il completamento dei lavori, infatti, la capacità complessiva del bacino di Montebello passerà dagli attuali 6 milioni di metri cubi a 8,6 milioni di metri cubi. I 6 milioni di metri cubi sono destinati alla laminazione delle piene del fiume Agno, mentre 2,6 milioni di metri cubi saranno dedicati al torrente Chiampo, che fino ad oggi non disponeva di un bacino specifico.









Il progetto è stato inoltre concepito con una gestione flessibile dell’invaso: in caso di eventi eccezionali, l’intera capacità del bacino potrà essere utilizzata a servizio di uno solo dei due corsi d’acqua. Il bacino infatti potrà essere utilizzato interamente per il fiume Agno oppure per il torrente Chiampo, arrivando a una capacità massima di 8,6 milioni di metri cubi per uno solo dei due corsi d’acqua.

L’ampliamento del bacino di Montebello si inserisce in un sistema più ampio di difesa idraulica del territorio. Negli ultimi anni, infatti, il fiume Agno è stato dotato anche di due bacini di laminazione a monte, nei comuni di Trissino e Arzignano, per una capacità complessiva di circa 3,5 milioni di metri cubi.
Venturini: “Maggiore protezione per centri abitati, imprese e territorio dell’Ovest Vicentino”
“Questo intervento rappresenta un tassello fondamentale nella strategia regionale di difesa del suolo e di adattamento ai cambiamenti climatici – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini –. Stiamo realizzando un’infrastruttura che aumenta in modo significativo la sicurezza idraulica di tutto il bacino Agno-Chiampo e di un’area fortemente esposta al rischio di piene”.

“Per la prima volta il torrente Chiampo potrà contare su un’infrastruttura dedicata alla gestione delle piene – ha sottolineato Venturini –. Questo significa maggiore protezione per i centri abitati, per le imprese e per tutto il territorio dell’Ovest Vicentino”.
Zecchinato: “Un passo concreto per rendere il territorio più resiliente ai cambiamenti climatici”
“Questo intervento, dal valore di 67,8 milioni di euro sostenuto anche da risorse regionali FESR, permetterà di raggiungere una capacità complessiva di 8,6 milioni di metri cubi, garantendo una flessibilità di gestione unica nel suo genere – ha dichiarato l’assessore alla Pianificazione strategica e governance del sistema idrico, Marco Zecchinato –. I lavori, avviati nel marzo 2024, hanno oggi raggiunto un avanzamento del 40%, che ci permette di procedere in perfetto cronoprogramma verso la chiusura del 2027”.

“Si tratta di un passo concreto per rendere il territorio più resiliente ai cambiamenti climatici attraverso una gestione intelligente e dinamica delle acque – ha aggiunto Zecchinato –. Il mio ringraziamento va ai tecnici, alle imprese e a tutti i professionisti impegnati ogni giorno in questo cantiere, il cui lavoro è essenziale per la protezione del sistema produttivo e civile della nostra regione”.
Stefani: “La Regione ha scelto per prevenire il dissesto idrogeologico e garantire maggior sicurezza”
“In un contesto in cui i fenomeni meteorologici estremi sono sempre più frequenti e intensi, il compito delle istituzioni è quello di programmare e investire con continuità nella prevenzione e nella messa in sicurezza del territorio – ha commentato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani –. Il bilancio di previsione 2026–2028 conferma con chiarezza questa scelta politica e amministrativa mettendo a disposizione nuove risorse per la sicurezza idraulica e la difesa del suolo. Ai 9 milioni di euro stanziati, grazie a un’attenta operazione di spending review, si affiancano i 25,6 milioni di mutui già contratti e i 28 milioni ottenuti con la riprogrammazione dei fondi europei FESR: un impegno finanziario importante che ci consente di rafforzare le politiche di prevenzione e di rendere il Veneto un territorio sempre più resiliente di fronte alle sfide poste dal cambiamento climatico”.

“Una delle opere più efficaci di questa strategia, messa in atto dalla Regione dopo la grande alluvione del 2010, sono i bacini di laminazione che trattengono e regolano le piene, riducendo il rischio per le nostre comunità. Negli ultimi anni, queste opere di difesa idraulica – ha aggiunto il presidente – hanno dimostrato concretamente la loro utilità. Durante gli eventi meteorologici più intensi, hanno consentito di trattenere milioni di metri cubi d’acqua, riducendo in modo significativo il rischio di esondazioni e contribuendo ad evitare danni ben più gravi per cittadini, imprese e infrastrutture. Sono opere che non sempre si vedono nella quotidianità, ma che fanno la differenza nei momenti più critici. Il cantiere di Montebello Vicentino rappresenta un tassello fondamentale di questo sistema”.
“La strategia regionale proseguirà con il completamento del piano dei bacini di laminazione, il rafforzamento della rete arginale e il monitoraggio costante della rete idraulica – conclude il presidente – . Parliamo di interventi strutturali che richiedono visione, programmazione e continuità negli investimenti: è questa la strada che la Regione ha scelto per prevenire il dissesto idrogeologico e garantire maggiore sicurezza alle comunità del Veneto”.


