Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani interviene sull’attacco avvenuto a Modena e richiama la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e sicurezza
Il commento del presidente Stefani arriva a seguito delle prime ricostruzioni sull’episodio avvenuto il 16 maggio a Modena, dove un uomo di 31 anni, identificato come Salim El Koudri, si è lanciato a bordo della propria auto ad altissima velocità nel centro cittadino.
Il 31enne è indagato per strage e lesioni aggravate. L’episodio ha infatti provocato sette feriti, di cui quattro in gravi condizioni. L’indagato è un cittadino italiano con origini straniere ed è stato seguito in passato per problemi psichiatrici.
Il caso ha suscitato attenzione a livello nazionale per la dinamica del gesto e per i contenuti dei messaggi attribuiti all’autore. Le autorità competenti stanno ricostruendo il profilo del soggetto e le circostanze dell’azione, mentre proseguono gli approfondimenti investigativi.
Secondo Stefani, alcuni elementi richiamano schemi già osservati in altri contesti europei. Il presidente sottolinea anche la reazione dei cittadini presenti sul posto, intervenuti direttamente per bloccare l’attentatore prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
In una nota, Stefani afferma: “La diagnosi sullo stato di salute mentale dell’attentatore di Modena spetta ai medici. Tuttavia, quanto accaduto è allarmante: le modalità con cui el Koudri ha agito sono identiche a quelle utilizzate da soggetti radicalizzati in altri Paesi europei. A confermare la matrice del gesto ci sono poi le email inviate all’Università. Messaggi inaccettabili, con un bersaglio chiaro: il cristianesimo e i nostri connazionali”.
“La società civile ha già reagito con coraggio – conclude Stefani –, come hanno testimoniato i cittadini che, a mani nude, hanno affrontato e immobilizzato l’attentatore. Ora spetta alla politica dotare il Paese di strumenti nuovi, per evitare che tragedie simili possano accadere ancora”.



