Colpite Pedemontana, Verona, Treviso e Venezia. Venturini: “Evento anomalo per la stagione, serve rafforzare prevenzione e monitoraggio”
È stato il primo grande episodio temporalesco della stagione primaverile-estiva 2026 in Veneto, con caratteristiche di forte intensità e in parte considerate anomale per il periodo dell’anno. A segnalarlo è l’assessore regionale all’Ambiente e al clima, Elisa Venturini, sulla base dei dati raccolti dai sistemi di monitoraggio di ARPAV.
Il maltempo ha interessato gran parte della regione nel pomeriggio e nella serata di lunedì 11 maggio, con fenomeni concentrati soprattutto tra la Pedemontana e la pianura centrale. Le aree maggiormente colpite risultano la fascia pedemontana, l’alta pianura veronese, il Trevigiano e l’alto Veneziano.
Tra le 16 e le 19 si sono sviluppate celle temporalesche particolarmente intense, in alcuni casi riconducibili a supercelle, accompagnate da forti raffiche di vento, grandinate e precipitazioni concentrate in brevi intervalli di tempo.
“I dati raccolti evidenziano precipitazioni generalmente comprese tra 10 e 30 millimetri, ma con picchi localmente superiori lungo la fascia pedemontana. A colpire maggiormente sono state soprattutto le raffiche di vento, che hanno raggiunto valori molto elevati: 116 km/h a Salizzole, 84 km/h a Sorgà e 81 km/h a Lonigo. È inoltre probabile che in alcune aree si siano registrate raffiche ancora superiori rispetto a quelle rilevate dalla rete di monitoraggio”, sottolinea Venturini.
Numerose anche le segnalazioni di grandine, con chicchi generalmente inferiori ai due centimetri, ma in alcuni casi fino a 5 centimetri e con forme irregolari, tipiche dei sistemi temporaleschi più intensi.
Secondo l’assessore, l’elemento più rilevante dell’evento è la sua natura anomala rispetto alle condizioni tipiche del periodo. “L’aspetto più significativo di questo evento – prosegue l’assessore – è rappresentato dall’anomalia delle condizioni in cui si è sviluppato. Pur in presenza di un quadro atmosferico instabile, mancavano diversi elementi che normalmente favoriscono fenomeni così intensi, a partire dalle temperature al suolo, che nel pomeriggio erano comprese tra i 22 e i 24 gradi. Si tratta quindi di un episodio che conferma quanto gli eventi meteorologici stiano diventando sempre più imprevedibili e concentrati”.
Venturini ha infine sottolineato il ruolo del sistema regionale di previsione e prevenzione, evidenziando l’importanza del coordinamento con la Protezione civile: “Il bollettino Meteo Veneto aveva già segnalato la possibilità di fenomeni localmente intensi. Continueremo a investire nel monitoraggio meteorologico, nella prevenzione e nel coordinamento con il sistema di protezione civile, perché la rapidità con cui si sviluppano questi eventi richiede strumenti sempre più efficaci e una costante attenzione alla sicurezza del territorio e dei cittadini”.



