Coldiretti lancia l’allarme per coltivazioni e allevamenti. Bressan: “La situazione si fa di giorno in giorno più preoccupante”. Latte in calo fino al 20%, a rischio ortaggi, frutta, cereali e vigneti
L’ondata di caldo che da oltre una settimana sta interessando il Padovano mette in crescente difficoltà il settore agricolo. Con temperature in costante aumento e punte che nei prossimi giorni potrebbero raggiungere i 40 gradi in pianura, cresce la preoccupazione tra gli agricoltori, impegnati a garantire l’approvvigionamento idrico alle coltivazioni più esposte allo stress causato dalla mancanza di acqua e dal caldo intenso.
A soffrire sono soprattutto le produzioni a pieno campo, ma gli effetti delle alte temperature si estendono a tutto il comparto agricolo provinciale. Il rischio è quello di compromettere raccolti e qualità delle produzioni a causa del blocco della maturazione e delle scottature provocate dal sole su ortaggi e frutta. Problemi che riguardano anche cereali come grano e mais e che iniziano a interessare persino la viticoltura, che fino a questo momento aveva beneficiato di un andamento stagionale favorevole.
L’emergenza coinvolge anche gli allevamenti, dove gli allevatori stanno facendo largo uso di sistemi di ventilazione e raffrescamento per limitare gli effetti del caldo sugli animali. Nonostante gli interventi, la produzione di latte sta già registrando una significativa contrazione, stimata tra il 15 e il 20 per cento.
“La situazione si fa di giorno in giorno più preoccupante – spiega Massimo Bressan, vice presidente di Coldiretti Padova, imprenditore di Borgo Veneto – e investe l’intero settore agricolo. Il timore è che si ripresenti l’emergenza già vissuta non molti anni fa, nel 2022, oltretutto con quasi un mese di anticipo, aspetto che aumenta le nostre preoccupazioni. Chi può in questi giorni sta irrigando le proprie coltivazioni per cercare di salvarle dagli effetti del calore e della penuria d’acqua. I problemi maggiori in questi giorni riguardano le scottature di zucchine e zucche, angurie, meloni, frutta e ortaggi a pieno campo. Chi ha accesso all’irrigazione deve comunque sostenere dei costi aggiuntivi che inevitabilmente gravano sui ricavi delle imprese già magri, sui quali pesano anche i rincari del prezzo del gasolio e delle altre materie prime. Chi non può irrigare si chiede quanto durerà questa ondata di calore e che effetto avrà sul proprio raccolto. Noi agricoltori siamo costantemente in prima linea e continuamente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici: due settimane fa la grandine con il vento forte e le bombe d’acqua, adesso il caldo torrido e il rischio concreto di un lungo periodo di siccità”.
Secondo Coldiretti Padova, l’acqua rappresenta sempre più un fattore strategico per il futuro dell’agricoltura. Una crescente attenzione arriva anche dall’innovazione tecnologica: circa un’azienda agricola su dieci ha già investito in sistemi di irrigazione digitale e di precisione, strumenti che consentono di ridurre gli sprechi e utilizzare in modo più efficiente le risorse idriche. Il dato emerge dal primo censimento europeo sulla maturità digitale delle aziende agricole realizzato dal Polo Innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next.
Per l’associazione, tuttavia, la tecnologia da sola non basta. Servono interventi strutturali per aumentare la disponibilità di acqua e fronteggiare gli effetti sempre più frequenti della siccità. In Veneto, infatti, viene trattenuto appena il 5 per cento dell’acqua piovana, una quota nettamente inferiore rispetto alla media nazionale, che si attesta all’11 per cento.
Per questo Coldiretti, insieme ad Anbi, l’associazione nazionale dei consorzi di bonifica, sta promuovendo un piano finalizzato alla raccolta e alla conservazione delle acque piovane durante tutto l’anno. L’obiettivo è aumentare le riserve disponibili nei periodi più critici, ridurre l’impatto della siccità e contribuire allo stesso tempo alla gestione degli eventi meteorologici estremi.
Il progetto prevede la realizzazione di nuovi invasi costruiti secondo criteri di sostenibilità ambientale e senza l’utilizzo di cemento. Le nuove infrastrutture dovrebbero garantire acqua per l’agricoltura e per le comunità locali, oltre a poter contribuire alla produzione di energia rinnovabile. Il piano comprende inoltre il recupero e l’ammodernamento delle opere idrauliche esistenti, con l’obiettivo di migliorare la capacità di accumulo e la gestione delle risorse idriche in un contesto climatico sempre più difficile.



