Granchio blu, Bond: “Oltre 62.000 kg campionati in 150 km di costa, lagune e acque dolci. Ora nuove strategie di contenimento”
La Regione del Veneto ha presentato oggi i risultati del primo anno del progetto Blue Crab Action Plan, finalizzato alla mappatura e al contenimento del granchio blu (Callinectes sapidus), specie aliena invasiva che dal 2023 ha compromesso la pesca e la molluschicoltura lungo la costa veneta.
All’incontro, tenutosi a Rovigo, hanno partecipato l’assessore regionale alla Pesca Dario Bond, il commissario nazionale per il granchio blu Enrico Caterino, il direttore di Veneto Agricoltura Federico Caner, rappresentanti di Arpav, docenti delle università di Padova e Ca’ Foscari Venezia, oltre a sindaci, cooperative di pesca e consorzi.
Il progetto, della durata complessiva di 30 mesi, punta a sviluppare strumenti scientifici e operativi per il contenimento della specie, monitorandone la presenza lungo mare, coste, lagune e acque interne. Il budget complessivo è di 1,54 milioni di euro, tra risorse regionali e cofinanziamenti di enti e istituti di ricerca.
Durante il periodo di monitoraggio tra giugno e novembre 2025, gli esperti hanno campionato 62.468 kg di granchio blu in 150 km di costa e lagune, con densità maggiori nel Delta del Po e nella laguna nord di Venezia. Nel dettaglio: Laguna di Caorle: 189 kg, Laguna di Venezia (Nord, Centro, Sud): 1.070 kg, Delta del Po Nord: 22.310 kg, Delta del Po Sud: 38.899 kg.
“Il granchio blu non è più un’emergenza episodica, ma una trasformazione strutturale degli ecosistemi lagunari – ha spiegato Bond –. Servono strategie permanenti di gestione, e stiamo valutando anche opportunità di mercato per valorizzare la specie a livello internazionale”.
Gli studi condotti evidenziano l’eccezionale adattabilità della specie a temperature da 10 a 32°C e a salinità variabili. I maschi dominano nella maggior parte delle lagune, mentre le femmine compaiono in picchi stagionali legati alla riproduzione. La presenza di predatori naturali, tra cui branzini, orate e la tartaruga marina Caretta caretta, apre possibilità di controllo ecosistemico della popolazione.
Nel primo anno del progetto, sono stati organizzati 18 incontri del Tavolo tecnico con pescatori e cooperative locali e avviata un’analisi economica per valutare costi e opportunità. Bond ha concluso sottolineando che “abbiamo dati, strumenti e una rete scientifica e istituzionale pronti a trasformare le conoscenze in azioni concrete per proteggere reddito e ecosistemi”.



