Blitz di protesta contro Carlo Calenda rivendicato dal Collettivo Sumud, Futura: “Slogan che richiamano esplicitamente la violenza”
Si riaccendono i riflettori sulle proteste all’università Ca’ Foscari: dopo l’incontro bloccato a ottobre dell’ex parlamentare Emanuele Fiano, ora al centro del mirino del Collettivo Sumud è finito anche Carlo Calenda.
Il leader di Azione era presente al Campus di San Giobbe per una conferenza, parte di “un ciclo di incontri pubblici il cui obiettivo è quello di offrire a studenti e studentesse occasioni di confronto diretto con protagonisti della vita pubblica, nella convinzione che l’Università debba essere un luogo aperto al pluralismo e al dibattito”, spiega l’associazione studentesca Futura di Venezia, che ha organizzato l’evento.
Durante l’incontro però è comparso uno striscione con la scritta “Fuori Calenda dall’università” ed è scoppiata la protesta a suon di slogan “Guerra alla guerra, il futuro è guerra, guerra a Futura”, interrompendo momentaneamente l’evento.
Sumud: “Se la guerra è il presente, guerra alla guerra”
Gli stessi toni aggressivi della contestazione sono apparsi anche sui social del Collettivo Sumud. “Data la poca importanza di Calenda nel mondo, e vista la tristezza di chi fa parte di Azione, non volevamo perdere troppo tempo a contestare sta gente. Però i partiti ci fanno schifo, così come la democrazia liberale che difendono, e quindi eccoci di nuovo presenti“, hanno scritto in un post su Instagram, ammettendo che “non ci siamo fatti troppi problemi a interrompere più volte, mentre gli studenti che andranno a ingrossare le fila delle elite nelle guerre di domani facevano foto delle loro facce indignate”.
E concludono: “Se la guerra è il presente, guerra alla guerra, guerra al futuro, ma anche a Futura”.
Futura: “Intimidazioni e offese sui social: fatto grave”
“In un primo momento, abbiamo preferito ignorare i fatti avvenuti – spiegano gli organizzatori sulle loro pagine social –: tuttavia, alla luce dei toni e dei contenuti dei video pubblicati dal collettivo sui social e successivamente ripresi da diversi organi di stampa, riteniamo necessario chiarire la nostra posizione”.
Sui social network, infatti, oltre ai video condivisi dallo stesso Collettivo Sumud, “sono comparsi numerosi commenti e prese di posizione dai toni intimidatori e offensivi nei confronti dell’associazione e dei suoi soci – continua l’associazione –. In particolare, sotto i post pubblicati dal collettivo sono apparse frasi e slogan che richiamano esplicitamente la violenza, come “guerra a Futura”, accompagnate da commenti e messaggi che vanno ben oltre la legittima espressione di dissenso e il normale confronto tra posizioni diverse. Ancora più grave è il fatto che tali espressioni (“Guerra a Futura”) siano stati riprese e utilizzate sui social anche da soggetti impegnati politicamente a livello locale, tra cui la referente regionale di UGS – AVS, contribuendo ad alimentare un clima di ostilità nei confronti di studenti che hanno semplicemente organizzato un momento di discussione pubblica”.
Calenda: “Non ne farei una questione”
“Non ne farei una questione – commenta invece il bersaglio della protesta, Carlo Calenda, sul proprio profilo X –. Erano due ragazzi (di numero) che hanno sbagliato il cartellone, non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a esprimersi in lingua italiana al microfono si sono dileguati. So’ ragazzi”.
Non ne farei una questione.
Erano due ragazzi (di numero) che hanno sbagliato il cartellone, non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a esprimersi in lingua italiana al microfono si sono dileguati.
So ragazzi. https://t.co/1qemFVqWD5— Carlo Calenda (@CarloCalenda) March 8, 2026
La solidarietà a Calenda e a Futura
Sulla questione è intervenuto anche il candidato sindaco di Venezia, Andrea Martella. “Quanto accaduto a Ca’ Foscari durante l’incontro con Carlo Calenda è un fatto grave e inaccettabile. A lui va la totale solidarietà mia e della nostra coalizione – ha dichiarato in una nota –. L’università è un luogo di studio, di libertà e di confronto e nessuno può permettersi di negarlo con minacce o gesti intimidatori. Venezia è una città aperta, un ponte tra culture e idee: un bene che va difeso ogni giorno, soprattutto in un tempo così difficile come quello che stiamo vivendo”.
Ferma condanna anche dall’altro candidato sindaco in corsa a Venezia, Simone Venturini. “La violenza non ha posto nelle Università – scrive su X –. Quanto accaduto a Carlo Calenda, leader di Azione, e all’associazione Futura presso Ca’ Foscari, durante un convegno dedicato ai giovani, è un episodio grave e inaccettabile”.
Parole affini vengono anche da Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl Veneto: “Ancora una volta viene violata la sacralità dell’Università, “tempio” della cultura, della libertà e della conoscenza. Nessuno ha il diritto di elevarsi alla censura di chicchessia, a maggior ragione se il confronto è rispettoso delle libertà di tutti e delle diverse opinioni. La cultura, la tolleranza e la democrazia non sono esclusiva di una parte, sono patrimonio di tutti e nessuno ha il diritto di censurare la libertà di espressione e di opinione“.



