L’analisi di Cna Padova e Rovigo: “Abbinare moderni sistemi di condizionamento dell’aria a impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, è sempre consigliato”
Con l’arrivo delle alte temperature torna puntuale l’utilizzo dei condizionatori nelle case. Un’abitudine ormai consolidata per affrontare le giornate più torride dell’estate, ma che può avere conseguenze significative sia sulla bolletta elettrica sia sull’ambiente. A fare i conti è il Centro Studi di Cna Padova e Rovigo, che ha analizzato consumi, costi e impatto ambientale dei sistemi di raffrescamento in due diverse tipologie di abitazione.
L’analisi del Centro Studi di Cna Padova e Rovigo
Lo studio prende come riferimento un’ipotesi prudenziale, basata sull’ultimo prezzo dell’energia elettrica disponibile per il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela: 30,24 centesimi di euro per chilowattora, tasse incluse, dal 1° aprile 2026. Un dato che si inserisce in un contesto di rincari energetici. Secondo Arera, infatti, nel secondo trimestre del 2026 il prezzo dell’energia è aumentato dell’8,1%, mentre la spesa annua sostenuta dalle famiglie nel periodo 2025-2026 registra un incremento del 4,5% rispetto all’anno precedente.
Il primo scenario analizzato riguarda un appartamento di circa 80 metri quadrati in classe energetica B, caratterizzato quindi da un buon isolamento termico. Nonostante ciò, nei mesi di luglio e agosto la temperatura interna può comunque superare i 30 gradi, rendendo necessario il ricorso al condizionatore per abbassarla di alcuni gradi.
L’ipotesi presa in esame è quella di un impianto moderno in classe A++, dotato di due split, inverter e unità esterna. Con un utilizzo medio di sei ore al giorno per tutta l’estate e con entrambi gli split in funzione, il consumo stimato è di circa 590 chilowattora nei due mesi estivi.
In questo caso la spesa complessiva raggiunge circa 180 euro tra luglio e agosto. Il costo cresce però al diminuire dell’efficienza energetica dell’abitazione: si sale infatti a circa 220 euro per una casa in classe C e a circa 270 euro per una in classe D, con valori ancora più elevati per gli immobili appartenenti alle classi energetiche inferiori.
Secondo l’analisi di Cna, l’installazione di un impianto fotovoltaico può ridurre in maniera significativa il costo del raffrescamento estivo, fino ad arrivare ad azzerarlo se l’impianto è correttamente dimensionato e utilizzato. Per un appartamento di queste dimensioni può essere sufficiente un impianto da 3 kilowatt, il cui costo attuale varia tra 4.500 e 6.000 euro, esclusi eventuali sistemi di accumulo. Fino al 31 dicembre 2026 è inoltre possibile beneficiare delle detrazioni fiscali del 50%.
I vantaggi non riguardano soltanto il risparmio economico. Grazie all’autoproduzione di energia si eviterebbe l’emissione di circa 256 chilogrammi di anidride carbonica all’anno legati all’utilizzo del condizionatore. Considerando l’intero fabbisogno elettrico domestico, il risparmio ambientale salirebbe a circa 850 chilogrammi di CO₂ ogni anno, un beneficio paragonabile alla messa a dimora di circa 30 alberi.
La seconda simulazione riguarda invece una casa di 130 metri quadrati distribuita su due livelli e anch’essa in classe energetica B. In questo caso il sistema di climatizzazione è leggermente più potente ma sempre in classe A++.
Con un utilizzo medio di otto ore al giorno nei mesi di luglio e agosto, il consumo raggiunge circa 1.170 chilowattora. La spesa stimata è di circa 350 euro per l’intera stagione estiva, ma può arrivare a 440 euro in una casa di classe energetica C e superare i 550 euro in una di classe D, continuando a crescere nelle abitazioni meno efficienti.
Anche in questo caso il fotovoltaico rappresenta una soluzione efficace. Un impianto da 4,5 kilowatt, con un costo compreso tra 7.000 e 9.000 euro esclusi i sistemi di accumulo, consentirebbe infatti di compensare gran parte dei consumi estivi, con un risparmio in bolletta compreso tra 350 e 550 euro nei due mesi più caldi.
L’impatto ambientale sarebbe altrettanto rilevante. L’autoproduzione di energia permetterebbe di evitare l’emissione di oltre 1,3 tonnellate di anidride carbonica ogni anno, un beneficio paragonabile alla piantumazione di circa 40 alberi o all’eliminazione di oltre 10 mila chilometri percorsi in automobile.
L’analisi richiama però l’attenzione anche sull’importanza della manutenzione degli impianti. I dati elaborati da Cna si riferiscono infatti a condizionatori perfettamente efficienti. Apparecchi trascurati o non sottoposti a regolare manutenzione possono aumentare i consumi elettrici dal 10 al 15%, con punte che possono raggiungere il 25%.
Oltre ai maggiori costi energetici esiste anche un tema legato alla salute. Split e filtri non sanificati periodicamente possono favorire la diffusione di aria contaminata da microrganismi e agenti patogeni associati a diverse patologie dell’apparato respiratorio. Interventi di manutenzione regolari, sottolinea Cna, comportano costi contenuti ma consentono di migliorare l’efficienza dell’impianto, ridurre le spese e garantire una migliore qualità dell’aria negli ambienti domestici.
Cna Padova: “Abbinare sistemi di condizionamento a impianti da fonti rinnovabili? Sempre consigliato”
“Abbinare moderni sistemi di condizionamento dell’aria a impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili, come il fotovoltaico, è sempre consigliato – spiega Daniele Donà, presidente di Categoria Installazione, Impianti, F-Gas di Cna Padova -. Si ottiene un risparmio concreto sia in termini di spesa che di efficienza“.

“Anche l’impatto ambientale del sistema di condizionamento, altrimenti negativo, tende a riequilibrarsi fino a diventare un valore aggiunto. I costi del fotovoltaico sono calati molto negli anni e installare un sistema non è più così impattante sulle tasche delle famiglie come poteva essere fino a 10-20 anni fa – prosegue Donà -. Ma è sempre importante rivolgersi a operatori qualificati e certificati per l’installazione e la manutenzione dei propri impianti. Solo chi ha ottenuto un patentino F-Gas può garantire la corretta operatività, la salubrità e il contenimento dei costi di questi impianti che se non gestiti con attenzione rischiano di essere meno efficienti di quanto dovrebbero. Un’eventualità tanto più da evitare in un contesto di costi energetici in aumento. L’installatore qualificato inoltre assicura che l’impianto sia dimensionato nel modo corretto assicurando maggiore efficienza e contenimento dei costi fin dalla prima accensione”.



