Vicenza, Firenze, Padova, Bergamo, Milano, Torino e Fiesole criticano la decisione dell’esecutivo di prorogare la validità dei documenti non ancora scaduti. “Dopo mesi di lavoro straordinario, una scelta che rischia di creare solo incertezza”
È polemica tra diversi Comuni italiani e il Governo dopo l’annuncio del Consiglio dei Ministri sulla proroga della validità delle carte d’identità cartacee non ancora scadute, che potranno continuare a essere utilizzate fino alla loro naturale scadenza anche oltre il termine del 3 agosto 2026.
A contestare la decisione sono gli assessori ai servizi demografici dei Comuni di Vicenza, Firenze, Padova, Bergamo, Milano e Torino, insieme alla sindaca di Fiesole, che in una nota congiunta esprimono «perplessità e preoccupazione» per le modalità con cui è stato introdotto il provvedimento.
“Sulle carte d’identità il Governo sembra attraversare una vera crisi d’identità. Questa proroga, raffazzonata, improvvisata e tardiva, rischia di creare grande confusione tra i cittadini e di vanificare in parte l’impegno straordinario messo in campo dai Comuni in questi mesi. Prima ci hanno chiesto di correre, senza darci gli strumenti adeguati, e ora che ci avviciniamo al traguardo ci fanno lo sgambetto”.
Secondo gli amministratori locali, negli ultimi mesi i Comuni hanno sostenuto uno sforzo organizzativo significativo per accompagnare i cittadini verso il passaggio alla Carta d’Identità Elettronica (CIE), potenziando sportelli, ampliando gli orari di apertura e promuovendo campagne informative. “Contestiamo modi e tempi – spiegano –, ma soprattutto la confusione che il Governo crea con questa decisione. Da mesi i Comuni sono impegnati in un lavoro fuori dall’ordinario per gestire questo passaggio. Abbiamo potenziato gli sportelli, ampliato gli orari, organizzato campagne informative e investito risorse umane ed economiche per accompagnare i cittadini verso una scadenza che il Governo stesso aveva confermato e sulla quale aveva pure avviato, appena poche settimane fa, una campagna nazionale di comunicazione”.
Nel mirino dei firmatari c’è soprattutto il rischio che la proroga generi incertezza tra i cittadini. “Per alcune finalità, come l’espatrio, la carta d’identità cartacea continua infatti a non essere utilizzabile secondo le scadenze già previste, come confermato ieri stesso dal capogruppo della Lega che si è trovato a tamponare i problemi creati dal suo stesso Governo – proseguono –.; per altri aspetti viene introdotto un rinvio temporaneo; non è chiaro cosa succede per l’accesso ai servizi di enti privati. Il risultato è una situazione difficilmente comprensibile per i cittadini e potenzialmente destabilizzante per l’organizzazione dei servizi comunali”.
Gli amministratori denunciano inoltre una mancanza di confronto con gli enti locali e sostengono che le richieste di supporto avanzate nei mesi scorsi non abbiano ricevuto risposte adeguate. “Ancora una volta emerge la distanza tra chi governa e chi ogni giorno opera nei territori. I Comuni avevano da tempo segnalato criticità e richiesto risorse aggiuntive per gestire una transizione complessa. A queste richieste non sono seguite risposte adeguate. È arrivato invece un intervento dell’ultimo minuto che appare più come il sintomo di una crisi di indirizzo e di identità del Governo che una scelta realmente utile ai cittadini”.
Pur criticando il provvedimento, i Comuni invitano comunque i cittadini a continuare il percorso di sostituzione del documento cartaceo con la Carta d’Identità Elettronica. “Invitiamo i nostri cittadini e le nostre cittadine a continuare a venire presso i nostri uffici a farsi fare la CIE senza farsi confondere, noi, infatti continuiamo a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto, garantendo servizi e informazioni corrette – proseguono -. Chiediamo però al Governo chiarezza, coerenza e maggiore rispetto. Rispetto per il lavoro svolto dalle amministrazioni locali e dagli operatori comunali. È infatti inaccettabile che un tema così delicato, che riguarda milioni di italiani, venga trattato all’interno di un provvedimento senza alcuna attinenza, come il Decreto Sport, e la cui comunicazione venga affidata a poche righe di comunicato stampa senza che ci sia stata una informazione ufficiale e preventiva ai Comuni. E soprattutto chiediamo rispetto per i cittadini che non possono trovarsi in balia di decisioni improvvisate e confuse”.



