La Biennale di Venezia ha comunicato che oggi sono pervenute le dimissioni della Giuria internazionale della 61. Esposizione Internazionale d’Arte, In Minor Keys di Koyo Kouoh (9 maggio – 22 novembre 2026).
La giuria era composta da Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi.
Zaia: Bene a giuria popolare, sia una Biennale di riconciliazione
“Accolgo con favore la scelta del Presidente Pietrangelo Buttafuoco di istituire un’ampia giuria popolare per la 61ª Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. In una fase delicata, è una risposta intelligente e autorevole: trasforma una difficoltà in un’occasione di partecipazione e avvicina ancora di più la Biennale ai cittadini”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, appresa la notizia delle dimissioni presentate oggi dalla giuria dei cinque esperti internazionali.
“La Biennale è una delle più grandi istituzioni culturali del mondo, ma è anche un luogo vivo, attraversato da cittadini, visitatori, giovani, studiosi, artisti e intellettuali. Coinvolgere il pubblico significa riconoscere che anche chi visita, osserva e si confronta con le opere ha diritto a essere ascoltato”, prosegue Zaia.
“Ben venga, quindi, una premiazione al termine dei sei mesi dell’Esposizione. Mi auguro che questa formula possa svilupparsi nel tempo e diventare una tradizione: accanto al premio della giuria, anche un premio degli appassionati visitatori. Sarebbe un segnale concreto di apertura, senza togliere nulla all’autorevolezza internazionale della Biennale”, aggiunge il Presidente.
“La qualità di questa Biennale sarà evidente già dalla prossima settimana, quando si potranno vedere i diversi padiglioni organizzati. Resto convinto che debba essere una Biennale di pace e riconciliazione: una grande piattaforma internazionale nella quale artisti, intellettuali, cittadini e istituzioni possano tornare a parlare di pace, dialogo e incontro tra i popoli”, conclude Zaia.
Biennale, Martella: “Cortocircuito Roma-Venezia”
«Dopo il disastro della Fenice, assistiamo allibiti a un altro cortocircuito senza precedenti tra Roma e Venezia. La nostra città non lo merita. Anche per questo è tempo di cambiare e di avere una politica culturale all’altezza». Così Andrea Martella, candidato sindaco di Venezia, sulle dimissioni della giuria internazionale della Biennale.
Boldrin: “Ennesima figuraccia globale”
”Le dimissioni in blocco della giuria internazionale della Biennale Arte sono un fatto gravissimo e certificano il fallimento della gestione culturale della città.Di fronte a tensioni prevedibili e a scelte delicate, la Biennale e il sindaco Brugnaro hanno scelto una linea confusa e ambigua, incapace di essere difesa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un’istituzione delegittimata a pochi giorni dall’apertura e un danno reputazionale enorme per Venezia”. Lo ha dichiarato Michele Boldrin candidato sindaco di Venezia per la lista Ora!.
“La giunta Brugnaro e il candidato Venturini, che ne è diretta continuazione, dimostrano ancora una volta di non saper governare processi complessi né tenere una posizione chiara sul piano internazionale. Venezia, capitale culturale mondiale, merita serietà, competenza e una direzione all’altezza del suo ruolo”, conclude Boldrin.



