L’annuncio di Stefani: la Regione investe su sportelli, Registro degli assistenti familiari e nuova figura professionale per rafforzare l’assistenza domiciliare
“Più prossimità nei servizi di cura e più preparazione per rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia sempre più in fretta”. Con queste parole il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, presenta la delibera approvata dalla giunta il 30 aprile, che apre una nuova fase delle politiche regionali per la domiciliarità.
Il provvedimento punta su tre assi: potenziamento degli sportelli per l’assistenza familiare, rafforzamento del Registro regionale degli assistenti familiari e introduzione della nuova figura dell’“assistente domiciliare di vicinato”, evoluzione dell’assistente familiare tradizionale. La Regione finanzierà corsi professionali dedicati, garantendo la certificazione delle competenze.
Sono 300 mila euro le risorse stanziate, derivanti dalla riprogrammazione del Fondo Nazionale Politiche Sociali 2025, destinate ai 33 sportelli comunali già attivi e alla creazione di nuovi punti di supporto nelle aree più isolate. Grazie a un accordo con Veneto Lavoro, gli sportelli saranno integrati con i servizi per l’impiego, favorendo l’incontro tra domanda e offerta e valorizzando la nuova figura dell’assistente di vicinato, pensata per garantire servizi flessibili, sostenibili e certificati.
“Il nuovo impianto organizzativo si fonda sul principio della prossimità – sottolinea Stefani –. L’assistente domiciliare di vicinato è un operatore qualificato condiviso tra più famiglie, capace di rispondere ai bisogni emergenti delle comunità e di contribuire all’emersione del lavoro di cura”. L’obiettivo è costruire “un welfare territoriale moderno, inclusivo e sostenibile”.
Un ruolo centrale sarà affidato agli Ambiti Territoriali Sociali, come evidenzia l’assessore regionale al Sociale Paola Roma: “Sportelli, Registro e nuova figura professionale sono strumenti cruciali. Gli ATS saranno il luogo della programmazione integrata dei servizi sociali e socio-sanitari e della gestione dei LEPS, coordinando gli sportelli e garantendo una presa in carico più efficace”.
Sulla stessa linea il vicepresidente e assessore al Lavoro, che richiama l’importanza dei servizi per l’impiego e del rafforzamento del sistema formativo: “La Regione punta su percorsi di qualificazione e certificazione per professionisti sempre più preparati”.
Un intervento che ridisegna l’assistenza domiciliare veneta, con l’obiettivo dichiarato di non lasciare sole le famiglie e sostenere la permanenza delle persone nel proprio contesto di vita.


