Il presidente Crimì critica l’aumento dei posti e la crescita delle quote per gli atenei privati: “Servono programmazione sui reali fabbisogni del SSN e risorse adeguate”
L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Padova ha espresso forte preoccupazione per le nuove disposizioni del Ministero dell’Università e della Ricerca relative all’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. La critica riguarda l’incremento complessivo dei posti disponibili abbinato al mantenimento del meccanismo del semestre filtro, misura che secondo l’Ordine non risolve le criticità didattiche e organizzative già riscontrate negli atenei.
Tra i principali punti contestati figura il tema dell’equità d’accesso. Nel decreto per l’anno accademico 2026/27, i posti riservati alle università private salgono a 6.730 su un totale nazionale di 30.225, superando la quota del 20%. Poiché il semestre filtro si applica agli atenei statali mentre le università private mantengono modalità di selezione differenti, l’Ordine rileva il rischio di una disparità di trattamento basata sulle condizioni economiche dei candidati. A ciò si aggiungono i dubbi sulla sostenibilità didattica negli atenei pubblici in assenza di un parallelo incremento di docenti, aule e strutture cliniche per il tirocinio.
“L‘accesso alla professione medica non può essere condizionato dalla disponibilità economica delle famiglie”, ha dichiarato Filippo Crimì, presidente dell’Ordine dei Medici di Padova. “Il diritto allo studio deve essere garantito a tutti. Aumentare i posti sulla carta senza adeguare la capacità formativa mette a rischio la qualità della preparazione dei futuri medici”.
L’Ordine evidenzia inoltre la necessità di coordinare le immatricolazioni con una programmazione di lungo termine parametrata sui reali fabbisogni decennali del Servizio Sanitario Nazionale, per evitare futuri fenomeni di esubero professionale o la riduzione di iscrizioni nei corsi delle altre professioni sanitarie.
“Formare un medico richiede un investimento pubblico e personale consistente”, ha concluso Crimì. “Chiediamo di superare il semestre filtro e tornare a una selezione antecedente l’avvio dei corsi, abbinata a una programmazione seria. Le criticità di questo assetto sono note: perseverare senza correggere il tiro sarebbe un errore”.
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