La Regione Veneto promuove il progetto per rafforzare l’organizzazione e la qualità del servizio sanitario regionale
Si è svolto oggi, nella suggestiva cornice della Scuola Grande di San Marco a Venezia, l’evento di avvio del progetto “Compassionate Leadership – CompAct”, promosso dalla Regione del Veneto per rafforzare il benessere organizzativo, la qualità della leadership e la tenuta del servizio sanitario regionale.
Ad aprire i lavori è stata l’assessore regionale alla Sanità del Veneto Manuela Lanzarin, che ha sottolineato come l’iniziativa si inserisca in un quadro più ampio di interventi per valorizzare i professionisti della sanità: “Non basta reclutare nuove risorse: dobbiamo prenderci cura anche di chi ogni giorno garantisce i servizi. La qualità delle relazioni nei luoghi di lavoro è una leva strategica per la tenuta e l’efficacia del sistema”.
Nel corso dell’incontro si è posta l’attenzione su come il contesto organizzativo attuale sia segnato da trasformazioni profonde: carenza di professionisti, dimissioni anticipate, mobilità crescente, fatica organizzativa. Fenomeni che richiedono risposte nuove, capaci di andare oltre il solo reclutamento, mettendo al centro le condizioni di lavoro e le relazioni interne.
In questo scenario nasce CompAct, un progetto ambizioso frutto della collaborazione tra la Regione, il mondo accademico e due Aziende sanitarie venete, Ulss 3 Serenissima e Ulss 4 Veneto Orientale, che hanno scelto di mettersi in gioco. Il progetto prevede una fase di ricerca-azione partecipata, che coinvolgerà direttamente i professionisti delle due aziende e sarà sostenuta scientificamente da quattro Università: Milano Statale, Trieste, Padova e Verona.
“Il cuore dell’iniziativa – spiega l’assessore – è la definizione di un modello italiano di leadership compassionevole, ispirato alle migliori esperienze internazionali ma adattato al contesto del nostro Ssr. Un modello che non si limita a descrivere stili di comportamento, ma integra valori, significati e pratiche relazionali per trasformare la cultura organizzativa, promuovendo fiducia, ascolto, supporto e senso di appartenenza”.
“Siamo convinti che attraverso una leadership inclusiva e responsabile sia possibile rendere i luoghi del lavoro sanitario più attrattivi, valorizzare le competenze, rafforzare la motivazione e favorire ambienti sostenibili, orientati alla qualità e alla relazione”, conclude Lanzarin.
L’iniziativa proseguirà nei prossimi mesi con il lavoro dei gruppi, la raccolta dei dati e la definizione progressiva del modello, con l’obiettivo di offrire uno strumento concreto, valutabile e potenzialmente estendibile a tutto il sistema sanitario regionale.



