Il candidato del centrosinistra alle elezioni regionali del Veneto: “Stiamo tradendo un’intera generazione”
“Nel 2024 oltre 16 mila veneti si sono trasferiti all’estero: un dato impressionante, che rappresenta il 10% del totale nazionale. La metà di loro ha tra i 18 e i 39 anni. Sono giovani formati, competenti, spesso laureati, che scelgono di lasciare la nostra regione per mancanza di opportunità. Nel 2002 erano poco più di 1.500. In vent’anni abbiamo moltiplicato per dieci il numero di chi se ne va. È una sconfitta per tutti”. Così Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto per la coalizione di centrosinistra, commenta i dati più recenti sull’emigrazione giovanile.
“Stiamo tradendo un’intera generazione – afferma Manildo – e insieme stiamo impoverendo la nostra terra. Perché ogni ragazzo che parte è una competenza che perdiamo, un pezzo di futuro che si spegne. È un dramma sociale, ma anche industriale, economico e culturale”. Manildo sottolinea come il tema dei giovani sia trasversale a tutti gli altri: “Casa, lavoro, formazione, ambiente, qualità della vita: sono i veri fattori della competitività di un territorio. Le imprese crescono dove le persone stanno bene, e oggi il Veneto non è più attrattivo per chi vuole costruirsi un futuro qui”.
Il candidato del centrosinistra rilancia alcune delle proposte centrali del suo programma: “Serve un grande piano casa per giovani e lavoratori, con alloggi accessibili e nuovi strumenti di sostegno. Serve un patto per la formazione tecnica e universitaria, collegato ai distretti produttivi, per creare filiere di competenze che restino in Veneto. Serve una sanità pubblica forte, che torni a essere motivo di sicurezza e non di incertezza”.
Manildo annuncia inoltre che la sua squadra sta lavorando all’introduzione di un “contratto d’ingresso”, ispirato alla proposta elaborata da Gigi Copiello e commentata con favore nelle ultime settimane da più parti: “Un meccanismo che consenta di integrare i primi stipendi dei giovani – sia per i contratti di apprendistato che per quelli lavorativi – con borse di accompagnamento regionali, così da rendere più conveniente e competitivo restare a lavorare in Veneto rispetto alle retribuzioni medie che si registrano oltre confine. È una misura di giustizia generazionale e di intelligenza economica: trattenere i nostri talenti è il primo investimento sul futuro”.
“Mentre il centrodestra – conclude Manildo – continua a parlarsi addosso, senza nemmeno un candidato a poche settimane dal voto, noi incontriamo migliaia di persone e portiamo idee concrete. Il Veneto ha bisogno di coraggio, di visione, e di una politica che non parli solo ai giovani, ma parli con i giovani. Il loro futuro deve essere il nostro presente.”


