“Dai dati diffusi con l’ultimo bollettino dell’ufficio statistico regionale, emerge ancora una volta un quadro preoccupante sullo stato di salute dell’economia veneta”. Lo afferma Vanessa Camani, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale del Veneto
Secondo i dati, le previsioni del Pil regionale sono in costante contrazione, con il 2024 che dovrebbe chiudersi con un Pil dello 0,5% inferiore alla media nazionale. Anche l’andamento dell’inflazione non lascia spazio all’ottimismo: nei primi mesi del 2025 è tornata ad aumentare, e anche in questo caso il dato veneto risulta peggiore rispetto alla media nazionale.Camani sottolinea anche una riduzione del numero delle imprese, in calo dello 0,8%, con una flessione particolarmente marcata nel comparto agricolo. Preoccupante anche il dato sull’export, che registra una contrazione dell’1,8%, pari a una perdita di 1,5 miliardi di euro. “Sostanzialmente, in Veneto gli impatti delle tensioni geopolitiche sembrano avere un impatto negativo superiore rispetto ad altre aree”, dichiara la consigliera dem.“Dopo anni di immobilismo e di politiche industriali inesistenti – prosegue Camani – sembra persino dispersa quella capacità di resilienza che il sistema produttivo veneto aveva dimostrato nei passaggi più critici del recente passato. Le tensioni internazionali e il clima di incertezza pesano moltissimo su un tessuto produttivo fatto di piccolissime imprese e lasciato colpevolmente solo nell’affrontare le turbolenze in atto”.Per Camani, le difficoltà del sistema produttivo e le preoccupazioni delle imprese sono state “costantemente inascoltate dalla Giunta regionale, impegnata solo a celebrare sé stessa”. Di qui la richiesta di un cambio di passo: “Devono urgentemente essere rimesse al centro dell’attenzione”, conclude.


