I dazi annunciati dall’amministrazione Trump rappresentano un grosso ostacolo per l’export di tutto il Veneto
Da diversi giorni emergono le preoccupazioni e perplessità di politici, imprese e associazioni riguardo la minaccia dei dazi Usa. La conferma del presidente americano Donald Trump sull’entrata in vigore dei dazi specifici ha confermato l’urgenza di una risposta concreta e unitaria, anche a livello europeo.
Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il più grande e ampio aumento dei dazi sulle merci straniere da quasi un secolo. I nuovi dazi colpiscono più di 100 paesi e riguardano tutte le merci importate negli Stati Uniti da un determinato paese o gruppo di paesi, senza eccezioni. Tra gli altri, l’Unione Europea, quindi anche l’Italia, subirà dazi del 20%.
Zaia: “Un colpo duro per il nostro export”
Secondo il presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “serve una risposta concreta e possibilmente coordinata a livello europeo, evitando reazioni impulsive ma agendo con la necessaria fermezza per tutelare lavoro, impresa e competitività”.
“È fondamentale difendere la nostra economia reale, rafforzando il dialogo con gli Stati Uniti, ma anche lavorando per diversificare l’export, puntando su nuovi mercati e nuove rotte commerciali – dichiara il presidente, per il quale – . Un primo banco di prova sarà Vinitaly, la prima grande platea internazionale dopo l’annuncio di Washington, con 3mila operatori attesi e 120 top buyer statunitensi selezionati”
De Poli: “in Parlamento prevalga spirito costruttivo”
“Mi auguro che da parte di tutte le forze politiche in Parlamento ci sia uno spirito costruttivo perché abbiamo di fronte a noi una grande sfida, che merita la massima attenzione da parte di tutti, senza disperdere energie in inutili e strumentali divisioni” commenta il senatore e questore Antonio De Poli (Udc).
“Il giorno dopo l’annuncio del presidente Trump – continua il senatore -, è importante a nostro avviso agire in tutte le sedi, in sinergia con l’Unione europea, per proteggere il nostro tessuto produttivo, le imprese e i lavoratori, e dunque, lavorare con determinazione e cautela per tornare a un pieno regime di collaborazione tra i Paesi alleati, unico scenario per noi utile e necessario a scongiurare una guerra commerciale dagli esiti imprevedibili” conclude De Poli.
Valdegamberi: “Una tempesta perfetta che avevo più volte annunciato”
Uno dei rischi dei nuovi dazi è la dipendenza dall’estero per scaldare le case o produrre energia con il gas. “Ora stop al liquid gas americano e riapertura al gas russo togliendolo dalle speculazioni della borsa di Amsterdam per far crollare il costo energetico e recuperare la competitività del sistema Europa” afferma il Consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi.
“In futuro avremo una nuova dipendenza dall’estero. Non più la Russia di Vladimir Putin, ma gli Stati Uniti di Donald Trump – afferma il consigliere -. Il processo è già in corso: il gas naturale liquefatto americano è fondamentale nel sostituire le forniture di gas russo. Le navi metaniere statunitensi che scaricano Gnl nei porti italiani ed europei sono sempre di più. Le discussioni sui dazi e le riserve che si svuotano accendono preoccupazioni sul futuro”.
“Il prezzo dell’energia incide su tutto il sistema e porta ad innalzare i costi di produzione e i prezzi di vendita rendendo meno competitivi i nostri prodotti sul mercato – continua Valdegamberi -. Una tempesta perfetta che ho più volte annunciato: barriere ad est verso la Russia messe dall’Europa, barriere da ovest contro di noi messe dagli Usa”.
“Per aumentare la competitività del sistema, visto che gli Stati Uniti intendono aumentare del 20% i dazi sui prodotti Europei, come contromossa dovremmo rispedire al mittente tutto il costoso liquid gas americano e riacquistare il gas low cost russo, aprendo nel contempo lo sbocco commerciale su quei mercati” conclude il consigliere Valdegamberi.
L’unico modo per abbassare il costo dell’energia è dunque quello di aprire a nuovi mercati, cercando di attenuare i dazi americani e aprendo con gli Stati Uniti una trattativa.
Martella: “La destra italiana ha fallito, i dazi di Trump colpiscono il Veneto”
“Per settimane la destra italiana, da Meloni a Zaia, ha scelto di non agire, sperando che un atteggiamento di sudditanza verso Trump avrebbe risparmiato l’Italia e la sua economia. Salvini, in particolare, ha applaudito entusiasta a tutte le iniziative anti-europee dell’amministrazione Trump, arrivando a definire anche in queste ore i dazi come ‘un’opportunità per le nostre imprese” scaglia l’attacco il senatore Sergio Martella, segretario regionale del Partito Democratico Veneto.
“Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’Italia, e quindi il Veneto, si trovano ora colpiti dai nuovi dazi del 20% imposti all’Europa. Nessun trattamento speciale, nessuna clemenza, nessuna politica di favore” afferma il senatore veneto.
“Da settimane suonavamo l’allarme, nel silenzio imbarazzato della destra veneta e nazionale, e ora quell’allarme è divenuto realtà. Per le imprese venete – prosegue Martella – questa è una scelta devastante, considerando la nostra forte vocazione all’export”.
“Ribadiamo ancora una volta che la via d’uscita non è nell’illusoria speranza, di improbabili trattamenti di favore: la soluzione risiede nell’Europa, il più grande mercato unico al mondo, un’unione economica con la forza necessaria per affrontare anche questa crisi” conclude Martella.
Ciambetti: “Significa minare la stabilità del settore agricolo a livello mondiale”
“Lo scontro commerciale aperto tra Unione Europea e Stati Uniti nel comparto agricolo può portare a conseguenze incalcolabili, non solo per migliaia di imprese agricole o collegate al mondo agricolo europeo, ma anche per 11 milioni di lavoratori e per i consumatori, tutti già provati dall’inflazione, dalla perdita del potere d’acquisto oltre che dal costo delle sanzioni contro la Russia” ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti a margine della 165′ seduta plenaria del Comitato delle Regioni a Bruxelles.
“Aggravare oggi i traffici internazionali, significa minare gli equilibri internazionali. A rischio non c’è solo la stabilità dei redditi rurali, la qualità e il tenore di vita degli europei ma anche la tenuta dell’agroalimentare e dei commerci su scala mondiale” ha commentato il presidente.
“La questione dei dazi, in un mondo fortemente interconnesso, costituisce molto di più di una semplice guerra commerciale: essa apre la strada a scenari devastanti, inaccettabili – ha continuato Ciambetti -. E’ chiaro che stanno emergendo nuovi equilibri geopolitici: l’Europa deve essere protagonista del dialogo del confronto internazionale teso a trovare una salda armonia”.
“L’Europa non può essere attore secondario e piuttosto deve farsi promotrice di un rinnovato confronto internazionale, rifiutando l’impoverimento del mondo agricolo: l’agricoltura è un settore strategico e dobbiamo trattarlo come tale, non offrirlo in sacrificio sull’altare di miopi guerre commerciali” ha concluso il Ciambetti.
Santocono: “I dazi si abbattono sulle imprese padovane, Usa mercato da 1,2 miliardi di euro”
Anche il presidente della Camera di Commercio di Padova Antonio Santocono commenta l’annuncio di Donald Trump alla luce dei dati che fotografano il valore delle esportazioni delle imprese padovane verso gli Usa, che rappresentano il terzo mercato dopo Germania e Francia.
“I dazi americani, che arrivano in un momento già difficile per la nostra economia, segnata dai conflitti bellici, da una flessione della produzione industriale e dalla crisi tedesca, fanno male a tutti: fanno male ai destinatari, ma fanno male anche a chi li emette” commenta Santocono.
I dati che fotografano il valore dell’export delle imprese padovane negli Stati Uniti giustificano il timore dellaprovincia e le sue imprese. Si tratta di un giro d’affari, secondo l’analisi del centro studi della Camera di Commercio di Padova sui dati provvisori Istat 2024, di oltre 1,2 miliardi di euro nel solo territorio provinciale, pari a oltre il 9% del totale delle esportazioni.
Gli Usa sono il terzo mercato di riferimento dopo Germania e Francia e prima della Spagna. “La quasi totalità dell’export verso gli Usa è rappresentata da prodotti manifatturieri, con una concentrazione particolare in apparecchiature e macchinari e una distribuzione, per la quota rimanente, in tanti altri comparti che quindi rischiano di subire, se non altro a breve termine, un contraccolpo significativo” riporta il presidente.
Analizzando più nel dettaglio i dati, fra i settori che subiranno il maggiore impatto figurano il manifatturiero generico, la farmaceutica e l’alimentare. “In questo momento difficile è necessario mantenere la lucidità e continuare a cercare da parte delle istituzioni la via del dialogo e della mediazione con l’amministrazione statunitense senza fare muro contro muro” conclude Santocono.
Confartiginato: “Uno schiaffo all’artigianato padovano”
A confermare i rischi corsi dall aprovincia di Padova anche il presidente di Confartiginato Imprese Padova Gainluca Dall’Aglio: “Padova è tra le province italiane più esposte, con esportazioni verso gli Stati Uniti che nel 2024 hanno superato 1,2 miliardi di euro. La nostra provincia si posiziona al 15° posto in Italia per valore delle esportazioni verso gli USA, con settori come moda, legno, arredo e metallurgia tra i più vulnerabili all’impatto delle nuove misure“.
“Le misure annunciate dall’amministrazione americana confermano quanto sia fragile l’equilibrio su cui poggia oggi il commercio globale – dichiara il presidente –. In questo scenario, non possiamo più permetterci di rimanere in attesa: servono strategie urgenti e condivise per sostenere le imprese. Servono politiche concrete per sostenere la manifattura e il lavoro.”
“E’ necessario un cambio di passo – prosegue Dall’Aglio –. Le imprese devono essere messe nelle condizioni di investire in innovazione, alta specializzazione e diversificazione dei mercati. Ma nel frattempo è prioritario sostenere il tessuto economico locale: l’artigianato padovano è pronto a fare la sua parte, ma ha bisogno di politiche coraggiose e tempestive”.
Coldiretti: “Costerebbero ai consumatori americani 1,6 miliardi di euro”
“Il dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy porterà a un rincaro da 1,6 miliardi per i consumatori americani, con un calo delle vendite che danneggerà le imprese italiane, oltre ad incrementare il fenomeno dell’italian sounding”.
E’ quanto stima la Coldiretti in merito all’annuncio del presidente americano Donald Trump di imporre delle tariffe aggiuntive su tutte le merci europee.
“Al calo delle vendite va poi aggiunto il danno in termini di deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera, legato all’eccesso di offerta senza sbocchi in altri mercati. Occorre ora lavorare a una soluzione diplomatica che venga portata avanti in sede europea“ conclude Coldiretti.


