In oltre il 90 per cento dei casi, le tasse e i contributi pagati anche dalle famiglie dei lavoratori dipendenti del Veneto vengono prelevati alla fonte o sono inclusi negli acquisti quotidiani.
Lo rileva l’Ufficio studi della CGIA, che per il 2024 ha stimato in 20.231 euro il peso fiscale complessivo su una famiglia tipo composta da due lavoratori dipendenti (marito e moglie) con un figlio a carico.
Tra le imposte prelevate direttamente dalla busta paga (Irpef, contributi previdenziali e addizionali Irpef), il gettito ammonta a 12.504 euro, pari al 61,8% del totale. A questi si aggiungono 7.087 euro di tasse “nascoste” come Iva, accise, contributi al SSN dall’Rc auto, imposta Rc auto, canone Rai, ecc. Complessivamente, il prelievo “automatico” raggiunge 19.591 euro, pari al 96,8% del totale. Solo 640 euro all’anno vengono versati in maniera diretta (Tari e bollo auto), con un’incidenza irrisoria del 3,2%.
Questo meccanismo genera una percezione molto diversa del peso fiscale tra lavoratori dipendenti e autonomi. Questi ultimi, infatti, pagano in modo diretto gran parte delle imposte e sentono più concretamente il peso del fisco. Un dato che, secondo la CGIA, spiega l’insofferenza diffusa tra le partite Iva, specialmente in Veneto, terra storicamente di piccoli imprenditori.
Il pagamento automatico rende l’impatto psicologico meno evidente per i dipendenti. Chi versa le imposte tramite bonifico o allo sportello, infatti, percepisce in modo più diretto il sacrificio economico.
Nonostante ciò, la CGIA sottolinea che l’evasione fiscale non riguarda solo l’Irpef (che vale circa il 30% delle entrate tributarie), ma anche l’ampia quota restante che coinvolge tutte le categorie di contribuenti.
In Veneto, i contribuenti Irpef sono 3,7 milioni, di cui 2,1 milioni lavoratori dipendenti, 1,3 milioni pensionati, 146.500 lavoratori autonomi, 191.500 altri redditi e 142.340 forfettari. A livello provinciale, Verona è l’area con più contribuenti (721.821), seguita da Padova (711.543) e Treviso (674.300).
Infine, la CGIA segnala che l’Italia resta tra i paesi più tassati d’Europa. Nel 2024, la pressione fiscale italiana era pari al 42,6% del Pil, sesta nell’UE, superiore alla media europea (40,4%) e a quella di molti competitor come Germania (40,8%) e Spagna (37,2%).


