Secondo Confartigianato l’export veneto sta vivendo una fase di chiaroscuro, dopo un inizio anno brillante le esportazioni calano
Dopo un avvio d’anno brillante, le esportazioni venete segnano una battuta d’arresto. Nel primo semestre del 2025 infatti, l’export regionale cala dell’1,5% rispetto al trimestre precedente. Il dato riflette l’andamento del Nord Est, dove si è registrato un calo del -2,4%, e contrasta la crescita registrata dal Centro Italia (+4,6%) e dal Nord Ovest (+2,1%).
Nel primo trimestre, al contrario, tutte le aree del Paese avevano mostrato un deciso dinamismo. Il rallentamento del secondo trimestre ha quindi ribaltato la tendenza, portando il bilancio semestrale in terreno negativo.
La flessione per i mercati di riferimento del Veneto riguarda principalmente l’Unione Europea. L’export verso i primi dieci Paesi UE segna infatti un calo dello 0,7%. In particolare i dati registrano una flessione nei due principali sbocchi commerciali: Germania (-1,3%) e Francia (-2,7%).
Per quanto riguarda i paesi extra UE invece, la contrazione è più marcata, e raggiunge il -2,7%. Una flessione trainata dai cali verso Stati Uniti (-5,8%), Turchia (-8,8%) e soprattutto Cina (-12,6%).
Unica eccezione positiva è il boom negli Emirati Arabi Uniti che raggiunge il +30,6%, confermando il potenziale dei mercati emergenti per le imprese venete. Nella dinamica delle esportazioni Made in Veneto il segno positivo rimane per legno (+10,8%), prodotti chimici (+3,4%), alimentare (+8,5%), tutti settori che confermano il trend di crescita degli ultimi anni.

Secondo i dati nel complesso del semestre sono Lazio, Toscana e Lombardia a fornire i contributi più positivi alla crescita nazionale, grazie a comparti come farmaceutica, moda e meccanica avanzata. Il Veneto rimane in una posizione intermedia: non tra i territori che trainano, ma nemmeno tra quelli in maggiore difficoltà (Campania, Piemonte, Sicilia e Sardegna).
“Dobbiamo comunque ricordare – rileva presidente Confartigianato Imprese Veneto Roberto Boschetto – che, nonostante tutto, il Veneto rimane saldo al terzo posto come regione esportatrice d’Italia: il Veneto pesa per il 12,5% sull’export nazionale, mentre il Lazio per il 5,7%, secondo i dati del primo trimestre”.
“Il boom con gli Emirati Arabi segnala, però, la strada della diversificazione, un percorso che regioni come Toscana e Lombardia hanno già iniziato da tempo. Il rallentamento – conclude Boschetto – non cancella la forza del tessuto produttivo veneto, ma lancia un segnale: servono nuove strategie per restare protagonisti sui mercati globali”.


