Negli ultimi due anni le imprese della provincia di Padova hanno dovuto affrontare un aumento di 839 milioni di euro nei costi finanziari, mentre il credito erogato alle piccole aziende venete è diminuito di oltre l’8%. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Padova
L’associazione di categoria evidenzia che il recente taglio dei tassi deciso dalla Banca Centrale Europea è un segnale positivo, ma non sufficiente a migliorare la situazione. “Non possiamo pensare che un lieve ribasso dei tassi sia sufficiente a compensare le difficoltà degli ultimi anni – afferma Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova –. Le piccole imprese faticano a ottenere finanziamenti dalle banche, anche a causa delle rigide normative di Basilea 3+, che penalizzano il nostro sistema produttivo”.
Uno dei problemi principali è il costo del finanziamento, che per le piccole imprese venete è in media dell’8,93%, molto più alto rispetto al 6,09% delle aziende medio-grandi. “Le realtà più piccole vengono penalizzate – prosegue Dall’Aglio – proprio mentre vengono chiamate a investire nella digitalizzazione e nell’efficienza energetica”.

Investimenti in digitale e green: chi può permetterseli?
Secondo i dati, il 66,2% delle imprese italiane ha investito nella digitalizzazione, ma solo il 28,1% ha destinato risorse alla transizione ecologica. Il settore manifatturiero è il più virtuoso, spinto dagli incentivi del Piano Transizione 5.0, ma per molti la sostenibilità resta un lusso. “Le imprese non hanno la forza economica per sostenere questi costi – denuncia Dall’Aglio –. Con la crisi dell’export, l’aumento dei prezzi delle materie prime e il caro bollette, servono incentivi e sgravi fiscali per supportare il mondo imprenditoriale”.
Credito alle PMI: -42% dal 2012 al 2024
Secondo Banca d’Italia, negli ultimi 12 anni le aziende con meno di 20 dipendenti hanno subito una riduzione del credito del 42%, un fenomeno che sembra destinato a peggiorare.
Mentre le piccole imprese faticano ad accedere al credito, le banche hanno registrato profitti record: dai 15 miliardi di euro del 2018 agli oltre 50 miliardi del 2024. L’Autorità Bancaria Europea giudica positivo il rafforzamento del sistema finanziario, ma Confartigianato lancia l’allarme per le ripercussioni sul tessuto produttivo locale. “Le banche stanno privilegiando i settori più sicuri e redditizi, lasciando indietro le piccole imprese – conclude Dall’Aglio –. Servono strumenti finanziari più flessibili e politiche di sostegno adeguate, altrimenti il rischio è che molte attività non riescano più a sostenere i propri investimenti”.



