Scoperto un sistema di crediti d’imposta fittizi per un milione di euro: nei guai il legale rappresentante di una società del veronese
I Finanzieri del Comando Provinciale di Verona hanno eseguito un sequestro nei confronti del legale rappresentante di una società della provincia scaligera, indagato per il reato di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche.
Le indagini sono partite da alcune analisi di rischio, condotte in merito all’utilizzo delle agevolazioni previste per interventi edilizi, erogate sotto forma di crediti d’imposta cedibili a terzi e utilizzabili in compensazione tramite modello F24, oppure monetizzabili presso istituti di credito e intermediari finanziari, con particolare attenzione al cosiddetto “Bonus facciate”, previsto dal Decreto Rilancio e che consentiva la detrazione o la cessione di crediti d’imposta fino al 90% delle spese sostenute.
Le indagini hanno permesso alle Fiamme Gialle veronesi di ricostruire un complesso sistema fraudolento che, tramite la società coinvolta, avrebbe portato alla creazione di crediti d’imposta fittizi per un valore complessivo di circa un milione di euro. L’autore del raggiro, infatti, accedeva al “cassetto fiscale” di ignari clienti che, pur non avendo effettuato alcun intervento di ristrutturazione, risultavano come primi cedenti di crediti inesistenti. Tali crediti venivano poi ceduti e monetizzati dal soggetto beneficiario, che incassava così i proventi della truffa.
Dagli accertamenti della Guardia di Finanza è emerso che i crediti fiscali riconducibili alla società erano privi dei requisiti previsti dalla normativa e risultavano creati attraverso procedure tali da ingannare l’Amministrazione finanziaria. Da qui dunque la decisione della Procura della Repubblica di disporre il sequestro dei crediti d’imposta fittizi, per un importo di circa un milione di euro, impedendone così la circolazione e prevenendo ulteriori condotte illecite.



