Fermata banda di borseggiatrici a Venezia: furti ai danni di turisti, violenze e riciclaggio di denaro, 23 misure cautelari
I carabinieri del nucleo investigativo di Venezia hanno smantellato un gruppo criminale specializzato in furti seriali nel centro storico della città. Le indagate, donne di etnia rom/sinti, di nazionalità bosniaca e croata, prendevano di mira soprattutto i turisti. L’operazione, condotta su delega della Procura della Repubblica di Venezia con il supporto delle autorità di polizia ungheresi e croate, ha portato alla custodia cautelare in carcere per otto persone, a otto divieti di dimora in Veneto, sei divieti di dimora nella provincia di Venezia e un obbligo di dimora nel comune di Genova.
Le persone coinvolte sono accusate, a vario titolo e in concorso tra loro, di “furto aggravato”, “violenza o minaccia per costringere a commettere un reato”, “lesioni personali”, “indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti”, “ricettazione”, “riciclaggio” e “violazione del foglio di via obbligatorio”.
Sono state identificate 20 borseggiatrici attive soprattutto nel centro storico, nelle stazioni ferroviarie di Venezia Santa Lucia e Venezia-Mestre, e su treni e autobus da e per la città. I carabinieri riferiscono che alcune delle indagate si sono dimostrate particolarmente aggressive, arrivando a usare violenza e minacce contro i passanti che tentavano di bloccare i furti e contro complici che non raggiungevano gli obiettivi criminali.
In un episodio, tre donne avrebbero aggredito una passante intervenuta per sventare un borseggio vicino alla stazione di Santa Lucia, colpendola con schiaffi e con una borsa, causando una frattura a un dito e una prognosi di 30 giorni. In un’altra circostanza, una delle indagate avrebbe minacciato due giovani borseggiatrici, una minorenne di 14 anni, con un coltello se non avessero consegnato 2.500 euro ciascuna in un giorno, arrivando a colpire una di loro all’addome nonostante fosse incinta.
Secondo le indagini, tre coniugi degli indagate si occupavano del riciclaggio dei proventi, cambiando 11 mila euro in diverse valute estere in un centro commerciale della provincia per ostacolare l’identificazione del denaro. Gli uomini curavano anche la “logistica”, accompagnando le donne nelle stazioni e accudendo i figli.
Sono stati ricostruiti 32 episodi di furti con destrezza, per un illecito stimato in circa 50 mila euro, e documentate oltre 150 violazioni del foglio di via obbligatorio. Una delle indagate è stata trasferita alla casa di reclusione femminile di Venezia, mentre per tre persone – due in Croazia e una in Ungheria – è stata richiesta la collaborazione delle autorità estere per notificare la misura cautelare. Notificati anche ulteriori divieti di dimora in Veneto, a Venezia e a Roma, dove una delle indagate è stata rintracciata con il supporto dei carabinieri del comando provinciale.



