Nei verbali delle multe, dati sbagliati e firme false: tutto è partito in realtà da un furto subìto dal 23enne nella notte di Capodanno 2023
Niente abbonamento per colpa di ben sei multe in sospeso. Ma non erano altro che il frutto di una truffa. È la disavventura accaduta a un 23enne mestrino, che a fine febbraio si è presentato negli uffici Actv competenti per fare richiesta del rilascio dell’abbonamento, scoprendo tuttavia un qualcosa di completamente inaspettato: con l’accesso agli atti, ha scoperto di avere a suo nome sei verbali del 2024, concentrati quasi tutti nel mese di giugno (4 su 6), per un importo originale totale di circa 310 euro.
Il 23enne però non era mai salito a bordo dell’autobus senza biglietto e non era mai stato sanzionato da alcun controllore. Ha quindi richiesto all’azienda di trasporto pubblico anche la documentazione relativa ed è lì che ha avuto prova di tutte le anomalie del caso: indirizzo di casa sbagliato, dati del documento di identità non conformi, come la data di rilascio successiva al giorno della sanzione, firme false e altre stranezze. Una situazione che ha portato il giovane a procedere con una denuncia ai Carabinieri, per poi rivolgersi all’ufficio legale dell’Adico per rifare richiesta dell’abbonamento ai mezzi, indispensabile per consentire al giovane di recarsi al lavoro.
Il misfatto è presto risolto: tutto infatti rimanderebbe a un furto subìto in casa propria da parte del 23enne, il 31 dicembre del 2022. Una vicenda articolata che vede come probabile protagonista delle ruberie un conoscente che era presente nell’abitazione in quella notte di Capodanno.
“La disavventura del nostro socio è molto particolare – commenta Carlo Garofolini, presidente di Adico –. Crediamo che la persona che ha compiuto il furto abbiamo fotografato anche la carta di identità o una parte di essa del giovane mestrino. Anche perché in uno dei verbali il controllore ha scritto che il trasgressore avrebbe mostrato dal proprio cellulare la foto del fronte del documento“.
“Forse con un controllo più attento si poteva smascherare prima la truffa ma non possiamo dirlo anche perché non conosciamo le circostanze in cui sono avvenuti i controlli – aggiunge Garofolini –. Da parte nostra richiederemo all’Actv il rilascio dell’Imob, ricostruendo con la relativa documentazione quanto accaduto“.
Il caso parrebbe dunque ormai risolto. Il tempo perso da parte della vittima della situazione, però, nessuno potrà restituirlo.



