Il genero aveva allertato gli agenti del Distaccamento Sciatori di Selva di Cadore: la suocera era stata colta da un malore. Senza l’intervento dei sanitari non ce l’avrebbe fatta
A lanciare l’allarme era stato il genero, che attorno alle 10 del 30 dicembre aveva raggiunto gli uffici del Distaccamento Sciatori di Selva di Cadore: la suocera, una signora di 70 anni, poco prima era stata colta da un malore di fronte al “Ristoro Belvedere” in Cima Fertazza e si trovava ora seduta su una panchina all’esterno del rifugio, accusando forti dolori al petto.
Ed era proprio così: raggiunta la donna, gli agenti di Polizia l’avevano trovata cosciente, ma con evidenti sintomi di sofferenza cardiaca (voce flebile, colorito pallido e respiro lento e affaticato).
Immediata dunque la richiesta di soccorso alla Centrale Operativa 118 che, ipotizzando la possibilità di un imminente arresto cardiaco, aveva dunque deciso di far alzare in volo l’elicottero con a bordo l’unità medica di rianimazione, mentre gli agenti avevano provveduto a mettere in sicurezza l’area di atterraggio dell’elicottero, allontanando gli sciatori e l’attrezzatura sciistica presenti.
Una ventina di minuti dopo, l’atterraggio del personale sanitario che, dopo i primi interventi di stabilizzazione della paziente, aveva quindi deciso di trasportare d’urgenza la donna all’ospedale di Belluno.
Scelta a dir poco provvidenziale: la donna, infatti, era stata colpita da un’ischemia cardiaca e senza il pronto intervento di agenti e personale medico non ce l’avrebbe fatta. Si trova tuttora in terapia intensiva.


