Nel corso del 2024 tra Padova e provincia sono state segnalate 687 aggressioni da animali verso persone o altri animali
Circa l’84% delle aggressioni sono state causate da cani, il restante 16% da altri animali, soprattutto gatti. Sono i dati raccolti dalla Ulss 6 Euganea che, valutando la gravità delle aggressioni, ha evidenziato come in quasi tutti i casi questi episodi hanno causato danni alle vittime. Circa il 10% delle aggressioni sono avvenute in famiglia, causate da animali appartenenti allo stesso nucleo familiare.
A causare la maggior parte delle aggressioni in termini percentuali il triste primato spetta a Pit bull, American staffordshire terrier e simili, protagonisti del 13% degli episodi totali. In termini di numerosità, invece, il primato appartiene ai meticci con una percentuale del 38% sul totale. I meticci rappresentano quasi il 40% del totale dei cani presenti sul territorio provinciale.
Inoltre, dai dati emerge che le razze considerate non aggressive come Australian Shepherd e Border Collie, vengono segnalate più spesso di Labrador Retriever e Golden Retriever. Ma Australian Shepherd e Border Collie numericamente presenti alla pari di Amstaff e Pit bull vengono segnalati solo per il 4%, un terzo rispetto a Amstaff e Pit bull.
“Per affrontare questo fenomeno, sempre più attuale, il Ministero della Salute e Regione del Veneto – sottolinea il dottor Aldo Costa, direttore del Servizio veterinario di igiene urbana dell’Ulss 6 Euganea – hanno definito un protocollo operativo che vede coinvolte diverse figure professionali e istituzionali: in primo luogo sono interessati i medici e i veterinari che durante lo svolgimento della professione osservano lesioni sui loro pazienti; in tali casi medici e veterinari sono tenuti a darne comunicazione al Servizio veterinario competente”.
“Ricevuta la segnalazione, il Servizio veterinario si attiva per identificare il responsabile dell’aggressione e procede alle verifiche cliniche e di laboratorio sull’animale responsabile dell’evento aggressione per valutarne lo stato sanitario. Dell’esito delle verifiche – spiega il dottor Costa – viene data comunicazione sia alla vittima, sia al sindaco competente per territorio di residenza dell’animale aggressore. Nel caso di rischio sanitario viene immediatamente informato il servizio di Sanità Pubblica dell’Ulss competente per territorio di residenza della vittima per le azioni necessarie a mettere in sicurezza la vittima“.


