Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito il proprio sostegno e approvazione riguardo l’istituzione di zone rosse a Padova
“La zona rossa a Padova non è calata dall’alto perché il ministro dell’Interno dà delle direttive come è previsto dalla legge, poi c’è un’applicazione che viene fatta sui territori”. Lo ha dichiarato stamattina il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine del festival “L’Italia delle Regioni” a Venezia.
Da ieri infatti, dopo l’esperienza nella zona ferroviaria, ha preso il via la seconda fase della “zona rossa” sul territorio padovano. L’attività di controllo voluta dalla prefettura si è spostata all’Arcella, altra zona calda del padovano sul fronte della sicurezza.
“Se è una decisione che hanno adottato le autorità locali di pubblica sicurezza meritano sostegno perché vuol dire che se è una situazione di questo tipo è particolarmente impegnativa e quindi si sono assunte la responsabilità nei confronti della cittadinanza di un impegno così – ha proseguito il ministro -. Io trovo più che altro un po’ singolare che si rifiuti un modello di rafforzamento dei controlli sul territorio che mi sembra sia molto gradito dalle persone”.
Bisognerà aspettare gli esiti di queste prime fasi, afferma il ministro, nonostante la gente “sia già molto contenta che venga prestata questa attenzione”. Sull’ipotesi di ricorsi, il ministro ha risposto che “questo in democrazia vada messo in conto”.
“Gli esiti dell’introduzione delle zone rosse li pubblichiamo periodicamente e sono molto ma molto positivi, sia nei numeri sia negli apprezzamenti che riscontriamo, senza che questo abbia costituito nulla di contraddittorio, nessuna compressione della libertà dei cittadini”, ha concluso Piantedosi.



