La denuncia del consigliere regionale di Europa Verde, Andrea Zanoni: “Intimidazioni e repressione contro chi denuncia il genocidio di Gaza. Inquietanti episodi a Paese, Lonigo e Treviso“
Una repressione inaccettabile nei confronti di quanti hanno manifestato solidarietà nei confronti del popolo palestinese. È la denuncia che arriva dal consigliere regionale Andrea Zanoni di Europa Verde, riortando alcuni fatti avvenuti in ben tre differenti comuni veneti, dove nei giorni scorsi si sono svolte alcune manifestazioni in difesa della Palestina e dei suoi abitanti.
“Quello a cui stiamo assistendo in queste ore è un attacco sistematico e vergognoso alla libertà di espressione e alla solidarietà internazionale – dichiara Zanoni -. Chi osa denunciare il genocidio in corso a Gaza viene intimidito, identificato, perseguitato dalle Forze dell’Ordine: una deriva autoritaria inaccettabile con tre episodi gravissimi in pochi giorni che dipingono un quadro inquietante“.
Manifestazioni contro il genocidio di Gaza: “identificazioni e sequestri a Treviso, Lonigo e Paese”
“A Treviso, sabato 24 maggio, durante un pacifico flashmob per Gaza, due agenti in divisa della Polizia di Stato hanno chiesto a me che portavo la bandiera della Palestina il motivo della nostra presenza in Piazza indipendenza, nonostante il Questore fosse stato regolarmente informato – racconta Andrea Zanoni -. In questa occasione ho ricordato ai partecipanti al presidio l’episodio del medico, madre pediatra di Gaza, che ha perso 9 figli su 10 sotto le bombe israeliane: il più grande aveva 12 anni, l’unico sopravvissuto ne ha 11 ed è stato operato all’ospedale Nasser, notizie alle quali rischiamo di abituarci da quante ne stanno arrivando tutti i giorni e a tutte le ore”.

A Lonigo, in provincia di Vicenza, invece, “l’eurodeputata Cristina Guarda di Europa Verde è stata identificata dai Carabinieri per aver tenuto una bandiera palestinese nel suo stesso terreno agricolo – continua Zanoni -. Ma è avvenuto a Paese, il fatto più grave: il sudario bianco esposto dall’ANPI presso il monumento ai caduti della Resistenza, nell’ambito dell’iniziativa nazionale ‘Un sudario per Gaza’ che prevedeva una mobilitazione in tutta Italia per ricordare le oltre 50mila vittime civili, tra cui donne e bambini, massacrate o lasciate morire di stenti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023, sarebbe stato preso dalla Polizia Municipale che avrebbe addirittura proceduto ad un sequestro penale per non si sa quale tipo di vilipendio”.
L’attacco a Meloni e al sindaco di Paese: “Il silenzio, atteggiamento vergognosamente complice del genocidio”
Zanoni non le manda a dire nemmeno al governo Meloni. “Il vergognoso silenzio di Meloni alimenta la repressione, mentre Netanyahu – contro il quale pende un mandato di cattura internazionale della Corte Penale Internazionale del 21 novembre 2024 – continua il massacro sistematico del popolo palestinese con oltre 50mila civili uccisi, tra cui migliaia di bambini – sbotta il consigliere di Europa Verde -. Il governo Meloni si volta dall’altra parte in un atteggiamento vergognosamente complice del genocidio. Questo silenzio complice alimenta un clima di repressione che colpisce chi ha il coraggio di denunciare crimini contro l’umanità”.
Zanoni sottolinea quindi quanto accaduto a Paese, “dove assistiamo a una discriminazione sistematica contro l’ANPI” e attacca anche il primo cittadino. “Mentre si accaniscono contro l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia per un sudario in memoria delle vittime di Gaza, ogni 25 aprile il sindaco ignora il monumento ANPI ai caduti del fascismo durante le commemorazioni ufficiali, vietando alle associazioni combattentistiche di fermarsi in questo sito con il pullman commemorativo – afferma Zanoni -. Una doppia morale inaccettabile: si discrimina l’ANPI tutto l’anno, ma quando si tratta di reprimere la solidarietà a Gaza improvvisamente si riconosce il monumento per giustificare sequestri“.
Zanoni: “Bandiera palestinese e sudario appesi al monumento e in casa mia: qualcuno mi spieghi quale norma violo”
“Esporre un lenzuolo bianco o la bandiera palestinese in solidarietà a un popolo vittima di genocidio non viola alcuna legge della Repubblica Italiana – ribadisce il consigliere –. Ho esposto oggi stesso la bandiera della Palestina sia al monumento ANPI di Paese che dalla finestra di casa mia, con il sudario. Se qualcuno ha la sfrontatezza di mandare agenti, dovrà spiegare quale norma costituzionale violo sostenendo un popolo massacrato da un ricercato dalla giustizia internazionale responsabile di crimini inauditi anche contro migliaia di bambini innocenti”.

“Chi tace di fronte al genocidio è complice, chi perseguita chi denuncia crimini contro l’umanità calpesta i valori della Resistenza e della nostra Costituzione – tira dritto Zanoni, ricordando poi che scade il 5 giugno il bando regionale per progetti su Resistenza e antifascismo, finanziato grazie alla legge sull’antifascismo che ho fatto finanziare in Consiglio regionale del Veneto -. La memoria della lotta di liberazione dal nazifascismo ci impone di non voltarci dall’altra parte di fronte ai genocidi di oggi. La solidarietà non è reato. Il silenzio di fronte ai crimini di guerra sì“.



