Dal 2022 Adico registra aumenti di richieste di aiuto da parte dei residenti del veneziano che non riescono a pagare le rate dei finanziamenti
Sono 430mila le persone con finanziamenti in essere che non riescono a pagare le rate nel territorio veneziano. Il colpo di grazia, inutile dirlo, si è concretizzato con la bolla inflazionistica del 2022 che ha causato rincari a doppia cifra, come non si vedeva dagli anni ’80. Da lì, molti cittadini con un mutuo, un finanziamento, un prestito, si sono trovati in grande difficoltà, saltando rate e ricevendo solleciti, avvertimenti se non minacce dagli istituti di credito.
Ecco perchè Adico (Associazione difesa consumatori), proprio dal 2022, ha registrato un boom di richieste d’aiuto, +18% rispetto all’anno precedente, da parte di persone residenti in provincia di Venezia soffocate dai debiti e incapaci di pagare le rate. Anche nel 2023 e nel 2024 il trend è sempre stato in crescita, pure considerando che sono tantissimi i soggetti con un finanziamento in essere.
Secondo l’osservatorio MisterCredit del Crif (Centrale rischi finanziari) il 59,7% dei veneziani maggiorenni, quindi circa 430 mila persone, è indebitato con banche e finanziarie. L’indebitamento medio pro-capite è di 41.310 euro per una rata mensile media di 311 euro. Il 30,9% di questa platea ha acceso un mutuo, il 26,6% si è impegnato con un prestito personale mentre la maggioranza, il 42,5%, ha un prestito finalizzato.
In questi ultimi due anni e mezzo la principale problematica seguita da Adico riguarda veneziani con mutuo prima casa che non riescono più a pagare le rate. Dopo 8/10 mensilità saltate, solitamente la banca invia un ultimatum dopo il quale c’è il serio rischio di perdere l’abitazione.
“Queste sono le casistiche più difficili da affrontare e gestire – afferma Carlo Garofolini, presidente dell’associazione -. Tramite il nostro ufficio legale cerchiamo un accordo che permetta al nostro socio di mantenere il rapporto con la banca valutando magari rate più sostenibili. Come altra possibilità c’è la vendita in bonis della casa da parte del debitore che gli permette di proporla a valori di mercato cercando di recuperare, oltre alle rate mancanti per chiudere il mutuo, anche qualche cosa per sé”.
Sono molti pure i veneziani che faticano a restituire importi medio piccoli, fra i 10mila e i 30mila euro, relativi a prestiti personali o finalizzati. “Parliamo di soggetti che si sono indebitati per l’acquisto di un’auto, per un piccolo restauro o magari per pagare il dentista o per cose del genere – prosegue Garofolini -. In questi casi l’intervento è per così dire più semplice anche se dipende molto dal patrimonio in capo al socio. Siccome parliamo per lo più di persone con un patrimonio disponibile basso o nullo si riesce a ottenere un accordo a saldo e stralcio che può ridurre l’importo anche oltre il 70%”.
L’associazione segue molti iscritti veneziani alle prese con le cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate. Tantissimi i bolli auto ma anche contributi Inps non versati o imposte Irpef non onorate. “Ovviamente – commenta il presidente di Adico – in questi casi dipende dall’importo contestato ma lo scopo finale è quello di ottenere il numero massimo di rate: 72 quelle ordinarie o 120 in caso di comprovate difficoltà economiche”.
In tale contesto, “insistiamo affinché si proceda con la rottamazione quinques che potrebbe salvare dal default tante persone. La quinques è molto più sostenibile della quater che prevedeva un rimborso, senza more o sanzioni che incidono anche fino al 50% dell’intera somma contestata, in quattro anni. La nuova rottamazione prevederebbe 120 reta da pagare in dieci anni. Una boccata d’ossigeno per tanti soggetti indebitati e con l’acqua alla gola”, conclude Garofolini.



