Una ventina di giorni all’inizio della vendemmia nella provincia di Padova, condizioni favorevoli ma servono interventi strutturali
Mancano meno di venti giorni all’inizio della vendemmia nella provincia di Padova. Secondo Coldiretti Padova le previsioni sono ottimiste, con produzioni stabili e qualità garantita dalle favorevoli condizioni del meteo. Infatti, secondo l’organizzazione, la tregua dell’afa dalla seconda metà di luglio ha favorito una buona maturazione dei grappoli.
“Adesso tornerà il caldo – afferma Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova – ma le ultime tre settimane con una buona escursione termica fra il giorno e la notte, qualche pioggia e temperature non esagerate hanno favorito lo sviluppo degli acini e ormai ci avviamo alla raccolta”.
Nonostante le grandinate della settimana scorsa abbiano colpito molti vigneti tra l’area ovest della provincia e l’alta padovana, “ci aspettiamo una annata soddisfacente e ottima qualità , in particolare per i bianchi e gli spumanti, ma anche i nostri rossi daranno soddisfazione”, dichiara il presidente.
“È fondamentale però– aggiunge Lorin – che il comparto venga sostenuto con politiche nazionali e regionali coerenti, perché nonostante una vendemmia promettente, la pressione sui produttori è elevata, e l’incertezza globale pesa sempre di più”.
In provincia di Padova gli ettari coltivati a vigneto sono circa 8.500 e i produttori 3.400. Le uve bianche sono quella maggiormente coltivate. Presenti sul 76% della superficie, a partire dal Glera- Prosecco con oltre 3.850 ettari e dal Pinot Grigio su 1.140 ettari. Il padovano, dai Colli Euganei alla pianura, è anche terra di grandi rossi di qualità e dalla lunga storia, molto apprezzati anche all’estero: il Merlot è presente su 960 ettari e il cabernet su 270.
Più dell’80% del vino prodotto nella provincia è a marchio Doc o Docg. Il biologico si attesta sui 680 ettari mentre i vigneti coltivati secondo il sistema di qualità nazionale e produzione integrata (Sqnpi) continuano ad aumentare e oggi superano i 1900 ettari. La vendemmia 2024 si è chiusa con 1.105.000 quintali di uva raccolta, in leggero calo rispetto all’anno precedente nel quale però aveva registrato un balzo significativo.
A livello nazionale Coldiretti ha chiesto misure urgenti, in occasione del “Tavolo Vino” convocato a palazzo Chigi con la partecipazione della presidente del consiglio Giorgia Meloni. “Coldiretti ha ribadito la centralità del settore all’interno del sistema agroalimentare italiano – continua Lorin – . Serve un intervento strutturale e tempestivo, ha ricordato il nostro presidente nazionale Ettore Prandini, per evitare che una crisi congiunturale si trasformi in una crisi strutturale“.
Le richieste di Coldiretti comprendono il finanziamento immediato ed equo della distillazione straordinaria per ridurre le giacenze,  il rafforzamento dei fondi per l’internazionalizzazione, gli sgravi fiscali per investimenti in sostenibilità ambientale, il sostegno all’enoturismo, l’istituzione di un tavolo permanente presso il Masaf dedicato alla promozione del vino e la sburocratizzazione per favorire export e competitività .


