Multate le senzatetto della stazione di Padova. Giordani e il gruppo Padova Insieme: “Distorta l’ordinanza prefettizia delle “zone rosse”, non vanno colpiti i più fragili”
Multate da Polfer e Carabinieri le senzatetto della stazione di Padova, dove alcune bivaccano da anni e anni: ora hanno ricevuto l’obbligo di allontanamento dalla stazione ferroviaria e dalle sue pertinenze per giorni, uniti ai verbali e alle sanzioni amministrative di qualche centinaio di euro. Ed è subito scattata la polemica generale.
Il motivo delle multe sembrerebbe avere a che fare con la nuova ordinanza della Prefettura, che avrebbe inserito l’area della stazione nella categoria delle cosiddette “zone rosse” della città, dove per 60 giorni saranno rafforzati i controlli per la sicurezza urbana. Sono zone tendenzialmente interessate da fenomeni di microcriminalità ma ora, di fronte alle sanzioni ricadute sui più docili habitué della stazione padovana, viene da chiedersi se quest’ordinanza non sia stata distorta dal suo scopo originale.
Giordani: “Padova è una città dove l’umanità è di casa e dove davvero nessuno vuole nessuna guerra ai poveri”
Il sindaco del Comune di Padova, Sergio Giordani, ha preso le difese della propria città, ma anche dei senzatetto. “Penso che sia indispensabile evitare polemiche e proprio con questo intento vorrei chiarire che, ne sono certo, non solo la Giunta, ma tutte le Istituzioni della città vivono nella sincera convinzione che i fenomeni di marginalità estrema vanno gestiti con grande umanità, con l’attenzione alla cura della dignità delle persone e con percorsi di accompagnamento virtuosi – afferma il primo cittadino -. Quanto accaduto non ha colpevoli o responsabili da ricercare, ma semmai mi fa capire come tutte e tutti dobbiamo entrare in un sempre maggiore coordinamento dove, io per primo, dico a me stesso che possiamo e dobbiamo fare di più tutti assieme”.

“Quelli di cui si discute sono episodi che per loro stessa natura esulano dalle fattispecie previste dalla recente ordinanza prefettizia, che parla di reati contro il patrimonio e contro la persona – prosegue Giordani -. Come Sindaco, sento il dovere di uscire dalle contrapposizioni e nell’interesse proprio delle persone più fragili affermare con chiarezza che, sono sicuro, Padova è una città dove l’umanità è di casa e dove davvero nessuno vuole nessuna guerra ai poveri“.
“Tutte le Istituzioni della città vivono nella sincera convinzione che i fenomeni di marginalità estrema vanno gestiti con grande umanità”
“La città delle Cucine economiche popolari, la città dove una miriade di cittadine e cittadini e associazioni ogni giorno operano nel bene per superare le diseguaglianze, la città di Don Giovanni Nervo non può e non deve vivere la povertà come un fastidio ma come un pungolo che ci interroga ogni giorno e che ci spinge a fare sempre di più per proteggere queste persone e proprio spendendoci nella loro cura, riscattare e migliorare, nell’unità e nella cooperazione, tutta la nostra comunità – conclude il sindaco -. Faremo tutti tesoro di questo principio e ciascuno nel proprio ambito, cittadini e istituzioni, sono certo che lavoreremo nella stessa direzione per seguire l’unica via positiva per una grande comunità come la nostra, la via dove proprio dal livello di impegno con cui ci si occupa di chi ha meno o di chi non ha niente, si misura la civiltà di cui siamo in grado”.
Padova Insieme: “Si rivedano i provvedimenti contro i soggetti fragili colpiti, abbiamo il dovere di tenere viva la solidarietà”
Chiara e ferma anche la posizione del gruppo Padova Insieme. “Sanzionare soggetti fragili che oggettivamente non costituiscono un problema di sicurezza è un approccio sbagliato. La povertà non si cancella con le multe, ma con politiche di inclusione e sostegno, su cui l’amministrazione comunale è fortemente impegnata”, dichiara la consigliera comunale, Meri Scarso.

Il gruppo politico sottolinea quindi come la nota del Prefetto Giuseppe Forlenza che stabilisce le cosiddette “zone rosse” riguarda “il divieto di stazionamento per soggetti già attenzionati per gravi reati contro la persona e il patrimonio, nonché per lo spaccio di sostanze stupefacenti”. “Questo strumento è stato pensato per intervenire in situazioni di pericolo concreto per la sicurezza pubblica e per garantire la fruibilità degli spazi urbani. È dunque evidente che le multe elevate nei confronti delle due donne senza dimora alla stazione ferroviaria non rientrano nello spirito né nelle finalità di tale provvedimento” afferma il gruppo.
“La sicurezza – prosegue il direttivo del gruppo che fa riferimento all’assessora Francesca Benciolini – è un bene comune, un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e va amministrata con attenzione e con equità. L’utilizzo di strumenti repressivi nei confronti delle persone più vulnerabili non risponde a un’esigenza di sicurezza, rischia invece di colpire chi già si trova ai margini della società“.
“La povertà non si cancella con le multe, ma con politiche di inclusione e sostegno“
La richiesta di Padova Insieme è dunque chiara: un immediato confronto con le autorità competenti per rivedere l’applicazione di questi provvedimenti nella convinzione che i problemi di marginalità vadano affrontati con politiche di di welfare e reinserimento sociale, le uniche vere soluzioni per garantire sia la sicurezza che la dignità di tutti i cittadini. “Qualsiasi organo di governo, a ogni livello, ha il dovere di tenere viva quella solidarietà che è alla base della nostra comunità e di promuovere misure che affrontino i problemi con umanità e giustizia”, conclude la consigliera Meri Scarso.


