Dazi Usa al 15% su numerosi prodotti europei, Manildo: “Il governo italiano si attivi subito, sia a livello nazionale che europeo, per avviare azioni concrete di tutela”
“L’accordo tra UE e USA sui dazi non è un successo diplomatico”. Lo dichiara Giovanni Manildo, candidato presidente del Veneto per la coalizione di centrosinistra, intervenendo duramente sulla notizia della firma dell’intesa che introduce dazi al 15% su numerosi prodotti europei destinati al mercato statunitense.
Secondo Manildo, infatti, si tratterebbe di “una resa incondizionata. Dopo settimane di propaganda, la verità è che il nostro export pagherà dazio – in tutti i sensi – alle scelte sbagliate della destra italiana, che ha prima tifato per Trump e poi ha subito in silenzio un’intesa al ribasso, senza ottenere vere tutele. Altro che ‘rapporto speciale'”.
Secondo Manildo, si tratta di una capitolazione diplomatica che rischia di colpire duramente una regione come il Veneto, che ha una forte vocazione all’export verso gli Stati Uniti: nel 2024, il valore delle esportazioni ha raggiunto i 7,2 miliardi di euro, con settori strategici come occhialeria, farmaceutica, gioielleria e vini ora esposti a rincari e perdita di competitività. “Vicenza, con 2,2 miliardi di export, è la provincia veneta più esposta – spiega Manildo – seguita da Treviso (1,3 miliardi) e Padova (1,2). Quanto costerà alla nostra regione la resa sui dazi? Lo vengano a spiegare alle imprese che questa sarebbe una grande opportunità, come sostiene la Lega di Salvini. Lo spieghino a chi ogni giorno crea ricchezza vera con il lavoro, mentre il governo si accontenta di una foto a Washington o di un tweet di Trump“.
Per Manildo, l’errore politico è doppio: “Prima si è creduto che bastasse l’asse ideologico per ottenere un trattamento di favore. Poi, davanti al tavolo vero, si è rinunciato a difendere con forza gli interessi del nostro Paese. Mentre paesi come la Gran Bretagna, il Canada o il Messico riuscivano a spuntare condizioni migliori, noi abbiamo scelto la subalternità e il silenzio“.
“Ora però – avverte Manildo – non è il tempo delle recriminazioni, ma delle contromisure. Il governo italiano si attivi subito, sia a livello nazionale che europeo, per avviare azioni concrete di tutela. Si proteggano i comparti più vulnerabili. Non si può restare fermi mentre migliaia di posti di lavoro rischiano il colpo”.
“Il Veneto – conclude Manildo – ha bisogno di chi sa difenderlo, non di chi lo svende per ideologia o per vanità“.



