Si stima una perdita di 700 milioni di euro causa dazi. Martella: “Servono risposte concrete per i nostri imprenditori”
“Doveva essere il governo Meloni a costruire un ponte con Trump. Doveva essere la Commissione Europea a trattare da pari a pari. Invece ci troviamo di fronte alla pagina più deludente della recente politica commerciale europea: l’accordo raggiunto con gli Stati Uniti sui dazi è un compromesso insostenibile per le nostre imprese, e per molte realtà produttive venete rappresenta una vera e propria capitolazione“.
Lo afferma Andrea Martella, senatore e segretario regionale del Partito Democratico del Veneto, commentando l’accordo che impone all’Europa dazi del 15% su molte esportazioni, in cambio della sospensione di tariffe ancora più elevate annunciate da Trump. Secondo le prime stime, l’intesa potrebbe causare un calo del 10% nell’export manifatturiero veneto, con una perdita superiore ai 700 milioni di euro.
“Gli analisti lo dicono con chiarezza: si tratta di una resa, dettata dall’assenza di una strategia negoziale incisiva. Il governo Meloni ha fallito nel suo compito di difendere l’interesse nazionale, preferendo inseguire la narrativa di una presunta vicinanza con l’amministrazione Trump. E la Commissione von der Leyen si è mostrata debole e impreparata. Ma il conto ora lo pagano le nostre imprese, che già oggi sono costrette a fare i conti con costi energetici insostenibili, inflazione, instabilità globale“.
“In questi giorni – prosegue Martella – ho raccolto il grido d’allarme di tanti imprenditori veneti: delusi, preoccupati, stanchi di promesse a vuoto. Ora servono risposte concrete: un pacchetto di aiuti vero per sostenere l’impatto dei dazi, una politica industriale che diversifichi i mercati, un ritorno a un’agenda di respiro europeo, come quella delineata da Mario Draghi. Il tempo delle foto nello Studio Ovale è finito. Adesso bisogna difendere le imprese italiane“.
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