Cybercrime e reati d’impresa in aumento, cresce l’allarme anche per le piccole imprese venete. Alla contraffazione è esposta un’attività artigiana su quattro
Un fenomeno dilagante, che preoccupa le imprese ma anche l’associazione di categoria Confartigianato Imprese: è quello dei cybercrimes e dei reati d’impresa. L’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, infatti, ha stimato per il 2023 14 casi ogni 100 imprese, segnando un aumento del 5,6% a livello nazionale e del 4,5% in Veneto. Un trend che non tende ad arrestarsi: è infatti il terzo anno consecutivo di crescita, seppure in rallentamento, e i numeri restano allarmanti.
Il cybercrime: un fenomeno che non colpisce solo grandi aziende e istituzioni
Oltre un terzo (35,5%) di questi reati riguarda il cybercrime, con truffe, frodi informatiche e attacchi digitali che colpiscono sempre più spesso anche le imprese artigiane. Dopo il calo registrato nel 2022 (si era registrato un -2,8%), i reati informatici sono tornati a crescere, confermando una tendenza preoccupante che richiede interventi urgenti sul fronte della sicurezza digitale e della prevenzione, soprattutto tra le micro e piccole imprese, spesso prive di difese adeguate.
Non si tratta più solo di grandi aziende o istituzioni, quindi: anche le imprese artigiane venete (laboratori, officine, botteghe digitalizzate) sono sempre più esposte alle minacce informatiche. Dal phishing alle truffe via PEC, dai ransomware ai furti di dati: il cybercrime colpisce trasversalmente, senza guardare alle dimensioni dell’impresa.
Oltre 63mila casi in Veneto nel 2023: contraffazione in testa ai reati
Nell’ambito del monitoraggio dell’Istat, i casi denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria in Veneto sono stati 63.053. Tra questi vi sono furti, rapine, estorsioni, contraffazione, violazione della proprietà intellettuale, ricettazione, riciclaggio, usura, danneggiamenti, contrabbando, oltre a reati informatici
Tra i reati cui le imprese del Made in Italy sono maggiormente esposti però, c’è la contraffazione: secondo l’ufficio studi di Confartigianato Imprese né è esposta almeno 1 attività su 4. Sul totale delle imprese esposte, che ammonta in Veneto a 12.343, il 62,3% è artigiana. Ad essere colpiti da contraffazione sono tessile, abbigliamento pelletteria, prodotti cosmetici, prodotti di elettronica e ottica, giocattoli e gioielleria.
Reati informatici in calo, ma crescono furti e rapine
I reati informatici sono tornati a salire dopo che nel 2022 si era registrato un calo del 2,8% mentre gli altri reati contro le imprese, pur in aumento, sono in decelerazione rispetto al +11,2% del 2022. Tra questi ultimi, in particolare, si osserva una crescita superiore alla media per i furti di automezzi per trasporto merci (16,6%), rapine in pubblica via (+9,5%), furti auto (7,4)%, rapine in esercizi commerciali (+6,3%) e furti in esercizi commerciali (6%) mentre sono in attenuazione contraffazione di marchi e prodotti industriali (-1,6%), estorsioni (-5,1%) e riciclaggio (-6%).
Nell’arco di quattro anni (2019-2023) i reati che hanno colpito l’attività d’impresa sono cresciuti del 10,0%, dinamica sostenuta dalla crescita del 45,5% dei reati informatici a livello nazionale mentre scendono del 3,0% gli altri reati che interessano l’attività di impresa.
Confartigianato Veneto: “Serve una cultura della sicurezza informatica e controlli più efficaci”
“Quando un’azienda artigiana subisce un attacco informatico il danno è doppio – chiarisce Fabio Cerisara, presidente della Federazione Comunicazione di Confartigianato Imprese Veneto – per noi che siamo costretti a fermarci ma anche per le grandi aziende per le quali lavoriamo come terzisti, con il rischio di perdere definitivamente quel cliente“.
“Purtroppo i crimini informatici stanno diventando il nuovo business per i malfattori, è un mercato destinato a crescere – aggiunge Cerisara – serve una cultura della sicurezza informatica, che parta dalla formazione degli imprenditori e dei lavoratori fino all’adozione di buone pratiche e tecnologie adeguate. Per questo come Confartigianato stiamo lavorando per accompagnare le imprese in percorsi di consapevolezza, protezione e risposta rapida agli attacchi: la cybersicurezza non è un costo, ma un investimento strategico per la sopravvivenza e la competitività delle imprese artigiane“.


presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto BoschettoSui dati elaborati dall’Ufficio studi interviene anche il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto. “La contraffazione è un furto di reputazione che colpisce soprattutto le piccole imprese, quelle che con fatica e dedizione costruiscono ogni giorno valore autentico – afferma –. Servono controlli più efficaci, ma anche una cultura diffusa della legalità e del consumo consapevole, è necessario aiutare anche le imprese più piccole a dotarsi di strumenti di protezione dagli attacchi digitali. Difendere l’artigianato veneto significa proteggere il cuore del nostro sistema produttivo e il futuro di migliaia di imprese oneste”.



